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IL LUPO BIANCO

All’inizio del 2011, inquietanti voci, proveniente dalle Terre Selvagge, parlavano di un vasto e potente esercito, formato per lo più da orchi, gobelin, e barbari. Tutte le storie degli avventori concordavano su un fatto: l’esercito sembrava imbattibile, ed era come se fosse guidato dalla reincarnazione di Kin in persona. Il comandante di tale sconfinata orda, aveva il nome di lupo Bianco. Col passare del tempo le voci divennero sempre più insistenti, fino a diventare una terribile realtà. Obiettivo di tale fantomatico condottiero non era dato sapere, ma di certo, dopo aver radunato un tale esercito, non si sarebbe accontentato di dominare solo sulle Terre Selvagge. Verso il II mese di Kin, l’enorme esercito iniziò la sua marcia. Una parte tagliò verso sud, verso l’Impero Asa, mentre la parte più consistente, guidata in persona dal Lupo Bianco, inizio la sua discesa verso sud-ovest, evitando di netto l’insormontabile difesa del vallo di Heimdall, limite orientale del Reich.

Il III mese di Kin, il Lupo Bianco fece la sua entrata in Illiria. Già da settimane, l’esercito Illyro stava preparandosi per una tale evenienza. Il generale d’armata Miroslav Bodak, comandante in capo delle forze di terra, incaricato della difesa dei confini, forse sottovalutando il nemico, pensò che un esercito del genere, sarebbe stato facilmente fermato dalle roccaforti che costellavano i valichi montuosi ai confini dell’Illyria. Ben presto però fu evidente l’errore. Le fortezze iniziarono a cadere una per una, e tutte subivano la stessa sorte. Non una pietra rimaneva in piedi, solo un piccolo numero di persone, per poter testimoniare la forza del Lupo Bianco, veniva lasciata fuggire, per seminare terrore nel resto del Regno. E terrore fu, che avvampò più veloce di un incendio. Il Generale Miroslav, rendendosi conto dei suoi errori, abdicò in favore di un giovane ma capace ufficiale, Arkady Radu, che subitò cambiò tattica. Capì che se volevano avere una speranza dovevano contare sull’unica cosa in cui erano avvantaggiati, ovvero la conoscenza del territorio. Per circa un mese la tecnica sembrò funzionare, anche se alla fine fu chiaro che nonostante le vittorie riportate, l’esercito del Lupo Bianco era troppo vasto, e ogni giorno mieteva nuove vittime, bruciava nuovi campi, devastava nuovi villaggi. Durante il I mese di Chel, ormai fu chiaro, che il Lupo Bianco non mirava alla distruzione dell’Illiria, ma al suo attraversamento, in direzione dell’Ethulia. L’Illiria però aveva subito devastazioni indicibili, migliaia di morti e feriti, città rase al suolo, campi distrutti, e ovunque il segno del passaggio dell’orda. Per riprendersi totalmente dovranno passare anni.

Nel frattempo, gli scontri erano incominciati anche sul fronte orientale, contro gli uomini dell’Impero Asa. L’Orda era comandata da uno dei luogotenenti più fidati del Lupo Bianco, che però non possedeva altrettanto acume militare, ne altrettanta audacia. Il favore dei numeri era dalla sua parte, ma l’esercito dell’Impero Asa, rinforzato costantemente da numerosi schiavi provenienti da tutto i mondo conosciuto, e con l’ausilio dei famosi incantatori dell’Impero, non fu mai impegnato più di tanto, e in quella parte di Mondo, l’orda non fu vista come una reale minaccia.

In Occidente, dopo essere passato attraverso l’Illiria come un coltello attraverso il burro, il Lupo Bianco arrivò finalmente in Ethulia, a metà del secondo mese di Chel. Primo ostacolo sulla sua strada, il Patriarcato di Aquileiam, facente parte del regno di Mediolanum, famoso per la sua importanza religiosa in seno alla Chiesa di Itzamna.

Mediolanum, capendo la portata della minaccia, non rimase certo con le mani in mano nel mentre che il Lupo Bianco si avvicinava, e aveva cominciato a rinforzare le proprie difese, a coscrivere uomini, a stringere alleanze. Il generale Monfalco, eroe della guerra ethulica, subito si mise a capo delle operazioni militari, decidendo di bloccare il lupo Bianco nel Patriarcato, combattendo villaggio per villaggio, città per città, e invitando gli abitanti del Patriarcato ad imbracciare le armi, o ad andarsene, in caso di vecchi, bambini e donne. In molti risposero al suo appello, e nel giro di poco fu armato u vasto esercito. Nessuno volle abbandonare il Patriarcato però, prendendo esempio dal Patriarca stesso, che stoico, disse di appartenere al Patriarcato e alla sua gente, e che se doveva

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