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morire, non c’era altro posto in cui valesse la pena farlo.

Prendendo esempio dagli Illiri, anche Monfalco decise di impegnare l’esercito del Lupo Bianco in rapidi attacchi mordi e fuggi, puntando a danneggiare le retrovie e le salmerie. Il numero dell’orda era semplicemente troppo vasto, e gli attacchi sortivano lo stesso effetto di una zanzara che punzecchia un elefante. Il più delle volte, non vi era nemmeno una risposta da parte degli invasori, che si limitavano a lasciare indietro morti e feriti. Del fantomatico Lupo Bianco ancora nessuno aveva notizie. Il III mese di Kinich, un gruppo di orchi attaccò la città di Gradara, e il loro capo diceva di essere nientemeno che il Lupo Bianco in persona. Questo si rivelo falso tuttavia, essendo solo un emulo, forse facente parte però delle vaste schiere de Lupo Bianco stesso.

Il 15° giorno del I mese di Atachel, 2011, nei pressi di Patavium, l’esercito del Lupo Bianco, ormai forte di mille vittorie, decise che era venuto il momento di spazzare via anche l’ultimo barlume di resistenza. Il generale Monfalco, alla testa di una forza composta da Mediolanum, Neapolis, Gradara e Mons Ferratus, si gettò contro il Lupo Bianco, anche se in grande inferiorità numerica. L’esito dello scontro fu incerto sino alla fine, e in quel giorno morirono a migliaia, in uno dei massacri più cruenti mai visti dalla penisola ethulica. A fine giornata però, le forze alleate ethuliche sembravano aver resistito meglio, potendo contare su equipaggiamenti migliori, nonché di una disciplina più ferrea. La fine della battaglia fu segnata dalla carica in cui lo stesso Monfalco, accompagnato da alcuni cavalieri di Mediolanum e di Neapolis, riuscì a prendere d’assalto il quartier generale del Lupo Bianco, uccidendo chiunque trovasse sulla sua strada.

Il giorno dopo, sul campo gli alleati piansero la perdita di 35.000 compagni. Lo stesso Monfalco era stato gravemtne ferito da un dardo di balestra. L’esrcito del Lupo Bianco però era stato fermato, e quel che ne rimaneva ora si stava dando ad una fuga precipitosa.

Neapolis e Mediolanum pagarono il più alto prezzo di vite umane, ma la gioia per uan tale impresa, che fino al giorno prima sembrava impensabile, scacciò via ogni amarezza, e ogni morto di quella battaglia sarebbe stato festeggiato come un eroe. Unico neo della vittoria, tra i cadaveri non fu trovato quello del misterioso comandante chiamato Lupo Bianco.

L’esericto del Lupo Bianco, in fuga ma ancora numeroso, si diresse verso sud-ovest, diretto verso Florentia. Le difese del regno però, ebbero occasione di prepararsi, avvisate in largo anticipo dell’arrivo dell’orda. Grazie ai potenti maghi fiorentini, e allo spiegamento di numerose compagnie mercenarie, alcune anche liberiane, nella battaglia di Montaperti,  i fiorentini sbaragliarono ciò che rimaneva dell’orda, anche se ormai era solo una massa disordinata e schiumante. Era il 3° giorno del II mese di Atachel 2011.

Il Lupo Bianco però ancora non aveva finito di far parlare di sé. Il III mese di Atachel, mentre Gradara salutava il nuovo reggente del regno, il Doge vertnentiano Bertinio Perticari, grazie all’aiuto de ribelli contrari a Vernentia, i lupo Bianco fece il suo ingressso in città, salutato dalla popolazione come un liberatore. Lo stesso Lupo Bianco uccise il Doge, e si impadronì delal città e del regno, imprigionando la stessa Lucrezia, moglie del defunto Aureliano.

Fu chiaro ora, che il Lupo Bianco, altri non fosse che Liberio da Monferrato, storico re di Gradara, partito anni prima per le Terre Selvagge, alla ricerca della leggendaria spada imperiale. Era ormai dat per morto, ma evidentemente così non fu. Come riuscì poi a divenire il famigerato Lupo Bianco, e a radunare sotto di se tutte le tribù delel terre Selvagge, non è ancora chiaro.

Il suo regno su Gradara durò molto poco. Il giorno dopo il suo insediamento, un manipolo di drow, gli stessi probabilmente che già avevamo assalito Gradara mesi prima, pose fine alla sua vita, per poi scomparire, a detta di alcuni, dentro il rift presente in città.

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LA CONFEDERAZIONE ETHULICA

Anche se il dominio del Lupo Bianco durò molto poco, la sua venuta portò grandi cambiamenti come è logico supporre. Il primo fra tutti, fu instillare uan sorta di orgoglio nazionale nel cuore

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