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E’ il terzo mese di Chel, quando il Demone mantiene la sua promessa e si presenta a Gradara insieme ad un’orda di orchi, barbari, non-morti e abomini.

Ma la Milizia della Fede è pronta ad attenderlo, e in un’intera giornata di scontri cruenti, Rag-Nar viene ucciso e tutte le sue forze ripetutamente respinte ed infine annientate.

Nelle strade piene di pile di cadaveri e di fiumi di sangue, si festeggia il trionfo della Milizia della Fede, in onore dei caduti e di coloro che sono morti a causa del Veleno dell’Erborista.

E’ il primo mese di Kinich, e l’autorità della Milizia della Fede comincia a vacillare a causa della partenza di alcuni suoi importanti esponenti (i Luogotenenti Adam Kadmon e Maldiluna) e di contrasti interni, dovuti in massima parte alle intemperanze del Gran Maestro Damon Kabìl, da sempre personaggio ambiguo, che secondo le voci di strada ha intrecci con la stregoneria e la necromanzia, la cui stabilità mentale sembra essere compromessa.

La follia del nomade del sud arriva al suo apice quando, entrato in aperto contrasto con Rhaegar Targaryen e Ripicca d’Altatorre, sfida quest’ultimo a duello mortale.

Dopo uno scontro lungo e combattuto, Damon viene sconfitto dal Cavaliere di Caesena, che come ulteriore spregio gli risparmia la vita.

Destituito di ogni carica, Damon Kabìl viene rinchiuso nelle segrete della Milizia, gravemente ferito e prossimo alla morte, con l’unica compagnia di Uriele, Sacerdote di Itzamna e cacciatore di Abomini, suo consigliere ed amico.

Quella stessa notte, dopo aver avvertito Ripicca, Rhaegar Targaryen è costretto a ripartire per il Reich, richiamato nel suo feudo da impellenti e cruciali questioni familiari.

Nell’indifferenza di Sir Aidelion per la politica della città, l’unico Gran Maestro rimasto realmente in carica è Ser Ripicca d’Altatorre.

Quest’ultimo, durante il secondo mese di Kinich, organizza una nuova forma di governo basata sulla suddivisione dei poteri in più organi, designando se stesso come Generale Supremo e capo dell’esercito di Gradara. Grazie alla sua oculata politica la città gode di un breve periodo di stabilità.

C’è fermento però nei Templi Oscuri: Dorian Draco, Luogotenente della Milizia, abbandona il suo ruolo per diventare il nuovo capo del Tempio di Kin, rimasto senza guida, coadiuvato in questo da Sir Flydemberg, un cavaliere mercenario venuto dal Nord.

Milo Von Diakonov invece, il goblin succeduto ad Alia alla guida del Tempio di Atachel, viene ucciso durante un agguato da Pharalis, elfo di Taur Ruum appartenente alla Compagnia dell’Unicorno Nero.

Preah, la donna inquietante e misteriosa che prende il posto di Milo, giura vendetta all’elfo autore del delitto, e prende subito contatti con Lord Draco, formando col Tempio di Kin un’alleanza; le voci di strada affermano però che tra i due ci sia anche una storia d’amore, e che Preah sia la futura madre del figlio di Draco.

Sul finire del mese, Damon Kabìl evade dalle segrete dell’Arena, scomparendo insieme ad Uriele di Itzamna.

Il terzo mese di Kinich si preannuncia incandescente.

La scomparsa di alcune persone che svaniscono senza lasciare traccia e gli avvistamenti di stravaganti creature umanoidi ma con tratti di bestie o animali fantastici si moltiplicano per le strade di Gradara, mentre una parola inquietante inizia a serpeggiare sulla bocca di tutti: “il Nulla”.

Alcuni testimoni affermano di aver intravisto Damon ed Uriele, i cui tratti somatici sembrano però del tutto stravolti con la presenza di code, pelo, squame e carne che si riduce a brandelli.

Le ipotesi che rimbalzano tra i Sacerdoti, gli Studiosi ed i Maghi parlano di un Credo che corrompe il corpo come lo spirito, qualcosa di votato al Caos che ponga chi lo abbraccia al di fuori della grazia degli Dei. La realtà dei fatti rimane comunque avvolta in un fitto e disturbante mistero, mentre tutti a Gradara si interrogano su quale nuova diavoleria si nasconda dietro questi inspiegabili avvenimenti.

A voler portare una buona notizia sembra giungere il Generale Massimo Meridio, che si annuncia come Ambasciatore niente meno che di Re Liberio da Monferrato, il vecchio Re di Gradara partito anni prima alla volta del Reich e del mito della Spada Leggendaria.

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