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occhio questo, e gli stessi kinichani gradaresi, espressero pareri contrari, ma non vi era altra scelta.

Per circa due mesi i Neapolitani rimasero in città, cercando di riorganizzarla, cercando di sfruttarla al meglio. Il malcontento era visibile, e i capi delle istituzioni, guidati dai Grandi Sacerdoti cittadini, progettavano la rivolta. Sorprendentemente, non ci fu bisogno di alcuna rivolta, poiché i Neapolitani, il II mese di Atachel, decisero di andarsene, abbandonando anche ogni velleità sulla città. Questo avvenne dopo un piccolo tafferuglio avuto contro alcuni fedeli keniani, che portò alla morte di uno dei chierici del contingente neapolitano. Il fatto, che prese di contropiede i Gradaresi, rimise subito sul piatto tutte le questioni insolte, a cominciare dal governo cittadino. Si ricompose il Concilio, che decise di eleggere nn triumvirato, che avrebbe preso le decisioni più importanti: Joneleth V’Eridiss per Atachel, il nano Tangram per i commercianti e Emiliano per i cittadini. Il triumvirato durò fino all’inizio del 2002 d.N. In questo lasso di tempo, non accaddero grossi avvenimenti, tranne il massacro di alcuni nobili provenienti dal Reich, che volevano imporre il Tempio di Kinich sulla città, ad opera dei triumviri stessi. Ad inizio 2002 d.N., Joneleth abbandonò il triumvirato, ponendo fine di fatto a questo, che poi si dissolse di lì a poco.

Nicolò Rossi

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2006

Il figlio del Re, la Triade, Gaia, La Guerra Divina

Nell’anno 2002 D.N., Gradara viveva un periodo di decadimento culturale, economico e spirituale.

Un messaggero in arrivo dalle Terre Selvagge, oltre il Vallo di Heimdall, portò con sé una strana notizia: Il vecchio Re di Gradara, Liberio da Monferrato, aveva designato un erede, il suo unigenito nato poco prima della sua partenza per la Ricerca della Spada Leggendaria, durata quasi un ventennio e ancora incompiuta. Il nome del futuro Re era Kertek. La notizia suscitò un certo scalpore: infatti le istituzioni tradizionali della città e i templi, in mancanza di un organo di governo affidabile, avevano provveduto a governare la città, mentre ora avrebbero dovuto affiancare un giovane ragazzo, non ancora maturo, ed insegnargli a diventare un Re.

Nello stesso periodo, Gradara vide l’arrivo di una misteriosa tribù di barbari, gli Artigli Neri, proveniente dalle lontane steppe delle Terre Selvagge. Questi umani si stanziarono nei pressi della città ethulica, nel bosco che, fino a qualche mese prima, era considerato territorio sacro a Kin. I barbari affermavano di discendere da un’antica dinastia di guerrieri potentissimi, adoratori di una moltitudine di spiriti, divisi in una rigida gerarchia, al cui vertice vi era il Tutto (Gaia). Di fatto avevano combattuto per secoli contro l’eresia dei Cinque dei, in particolare Itzamna, il Drago, del quale riconoscevano l’esistenza unicamente come entità corruttrice della vera natura degli uomini, creati per vivere in armonia con tutto il creato e che invece, avendo abbracciato la civiltà, avevano perso il loro grande privilegio.

Nel frattempo altri avvenimenti più occulti, che culminarono con la caduta di una cometa sul tempio di Kinich, stavano accadendo nel suolo Gradarese, segni misteriosi che trasmettevano una sensazione di catastrofe imminente. Dalle rovine del tempio emerse un uomo, il cui nome era Fenice, il quale affermava di essere stato designato dal dio stesso per portare la Sua luce divina nel mondo. Egli era il Campione di Kinich.

Anche Emyn e Varik, una sacerdotessa e un guerriero fedeli di Itzamna, furono investiti, per volontà divina, con i rispettivi titoli di Drago Bianco e Drago Nero, diventando i Campioni del Dio Drago. Sorte uguale toccò ad altri esponenti delle chiese in alcuni templi sparsi nel mondo, dando vita a quella che diventò famosa come “la Guerra degli Dei”. I Cinque, infatti, sembravano intenzionati a sterminarsi l’un con l’altro, dispiegando grandi quantità di energia per innalzare a livelli semidivini i loro protetti ed usarli come araldi del loro volere tra i comuni mortali;

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