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infatti ogni Dio scelse un Campione, a seconda della loro indole, Tauro di Kin divenne Tauro il Mangiatore di Anime, il tempio della Dea Chel, sbocciò sottoforma di una Rosa e  divenne la base operativa dei Cinque. Atachel non manifestò intenzione di rimediare a ciò che i suoi fedeli avevano compiuto, nessuno ne conosce le reali motivazioni.

La missione educativa di Kertek era destinata a fallire. Il giovane, infatti, irretito dalla filosofia dei guerrieri barbari, abdicò in favore di una vita nei boschi, al fianco degli stessi uomini che avrebbero tanto voluto la fine di Gradara. Gli Artigli Neri, infatti, avevano già cominciato alcune scorribande nella città, e l’avrebbero di sicuro attaccata in grande stile se non fosse accorso un evento imprevedibile.

Alcuni adepti di Atachel della città, in una notte del III° mese di Kinich, portarono a termine un rituale dal potenziale devastante, con l’obiettivo di aprire un varco col mondo Infernale per trasferire il potere dei demoni alla loro Dea. Il rituale fu portato a termine, ma ebbe esiti catastrofici.

Nel tempio di Atachel sorse un obelisco che avrebbe condotto chiunque ne avesse varcato la soglia non nel mondo dei demoni, ma in uno spazio arcano in cui erano stati imprigionati da millenni tre esseri soprannaturali: Estati, Incubo e Abisso. Essi erano “La Triade”, i supremi generali dell’esercito demoniaco i quali, per la prima volta dopo eoni di reclusione, potevano vendicarsi dei loro aguzzini: i Cinque dei.

Inizialmente avvantaggiati dall’effetto sorpresa, l’avanzata della Triade subì una battuta d’arresto quando dal bosco emersero altri quattro campioni divini: essi erano i capi-tribù degli Artigli Neri, investiti di potere divino da Gaia, un’entità divina primordiale e primitiva, antagonista della Triade.

Gradara, dunque, venne sconvolta da ripetuti scontri tra i campioni degli Dei, costretti contro la loro volontà a combattere insieme agli araldi di Gaia contro i demoni della Triade.

Le cose assunsero connotati tristemente imprevedibili, persino agli stessi dei che tutto dovrebbero sapere e conoscere.

Euphonia, il Primo tra i Celestiali, il più antico dei “Campioni Divini”; venne conquistato dalle corruttrici parole di Estasi, divenendo il primo degli Infernali; generando un armata demoniaca nel cuore della città.

La Triade sconfitta in un secondo momento, scelse la via del sotterfugio, inviò il triplice figlio Odio.

Odio generò una realtà simile a quella che accoglieva gli dei, ma più vicina alla realtà. Probabilmente faceva parte di essa, e i suoi primi fedeli potevano nascondersi e portare potenti attacchi senza poter essere catturati.

Le cose peggiorarono però; Anya Corvo Nero, “Occhio di Gaia”, venne chiuso all’interno dell’obelisco ancora presente ad Atachel, dove probabilmente ancora dimora in completa solitudine e isolamento. L’obelisco, dopo questo fatto, appassì come un fiore morente.

La situazione degenerò successivamente. Gli Artigli Neri menomati della guida spirituale tentarono di porre fine a coloro che, ritennero colpevoli di incapacità e inaffidabilità; Ischarya il Lupo Grigio “La Voce di Gaia”  mosse chi ancora non aveva preso posizione nelle Tre fazioni, Anthea di fatto prese posto vicino a “Gaia” guadagnandosi l’appellativo di Eretica.

Ma-ha-Suchi l’Orso “Cuore di Gaia” e guida militare, cieco d’odio e ormai consapevole che il suo tempo era giunto, decise di adempire al suo predestinato ruolo, sfidare e uccidere il Drago Nero; fallì morendo, e Varik Drago Nero divenne capotribù degli Artigli Neri. Ischarya morì poco dopo, ma non invano, individuando il regno di tenebra generato da Odio e chiudendone le porte, intrappolando Odio nel regno da lui creato, e l’armata demoniaca al di fuori di esso, decapitando di fatto il contingente.

Ora la salvezza del creato restava ai Campioni degli Dei e il loro seguito mortale, impedendo ciò che non potevano prevedere.

Ragheschi il Leone, Campione degli Artigli Neri e “Braccio di Gaia”  ormai l’ultimo araldo di Gaia, decise di spalleggiare l’Alleanza dei Cinque.

Il I Mese di Kin 2002 d.N. fu combattuta l’ultima battaglia, della “Santa Guerra”… molte furono le perdite, Tauro di Kin morì per divenire spirito; Raghesci una volta ottenuta la vittoria, venne punito

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