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che arrivavano a Gradara dicendosi interessate al ritrovamento. Il primo ad accennare ad una misteriosa e antica civiltà vissuta millenni prima dell’uomo, fu un certo Ethan Hawker, storico e archeologo, nipote di uno studiozo che aveva condotto degli studi alle Isole dell’Estate. Ethan sosteneva che la tomba appartenesse a questa razza, e che Gradara probabilmente era stata costruita su un’antica città della Razza Antica. Purtroppo non esistono documenti che possano provare questo, e nessuno sembra voler credere a queste teorie. Ethan sfortunatamente, il II mese di Chel, viene trovato morto, ucciso nelle vie di Gradara.

Come se non bastasse, iniziarono a crearsi scompensi di natura magica sempre più gravi in giro per Anairon. Maghi impazziti che scagliavano incantesimi senza controllo, indebolimento dei poteri clericali, malfunzionamento degli oggetti incantati, aumento di bambini nati morti, e altre anomalie del genere. A Gradara, Zima, maga della Loggia, moglie di Elenion Asar, partorì una bambina che mostrava evidenti segni di mutazioni, e inquietanti poteri magici innati. Gradara, però, sembrava subire questa sorte in maniera molto più contenuta, e fu così che arrivò da Florentia un arcimago, per capire le origini di tali disfunzioni. L’arcimago, di nome Ettore  Baldini, ascoltò e apprese con attenzione la storia degli Antichi, e associò subito le disfunzioni che stavano colpendo Anairon, con un indebolimento delle correnti magiche. Bisognava intervenire dunque, prima che fosse troppo tardi. Ettore ideò un rituale, da eseguire nei pressi del rift della città di Gradara, per fermare e invertire questo processo. Il rituale era molto rischioso e complicato, ma non vi erano altrealternative. Prima però bisognava individuare dove fosse il rift. Nelle ricerche di tale luogo, venne alla luce una parte sotterranea della città che in un attimo convalidò tutte le tesi di Ethan. Gradara poggiava su un’altra città, di proporzioni gigantesche, sommersa in età immemorabile. Il rift di Gradara, che poteva raggiungersi tramite la biblioteca cittadina,  non era altri che il centro esatto dell’antica Gradara.

Trovato il rift, Ettore e alcuni dei maghi più potenti di Gradara effettuarono il rituale. Qualcosa però non andò secondo i piani. Al temine del rituale, Ettore scomparve, e al suo posto comparve un essere dalle fattezze aliene, ma dalla corporatura umana, L’essere, che si presentò come Ishaka, disse di appartenere alla razza antica, e disse di essere giunto per aiutare i gradaresi per difenderli da un grande male che gravava sulla città, un membro della stessa sua razza Hagazul. I Gradaresi accolsero con diffidenza questo nuovo venuto, ma dovettero ricredersi quando il giorno dopo, la città subì l’attacco di un battaglione di Mediolanum, comandato dal Vassallo Bertando Mellerofonte, uno dei nobili più in vista della città di Mediolanum. Nelle forze di invasione vi erano anche membri della tribù dei Lowenbrau, la tribù capitanata da Varik, che era fuggita da Gradara mesi prima e si era schierata con i nemici di Aureliano. Ishaka aiutò i gradaresi a respingere tale attacco, e fu grazie all’aiuto dei suoi golem, e al voltafaccia dei Lowenbrau, che i gradaresi respinsero l’attacco. Lo stesso Mellerofonte morì nell’attacco, ma prima di morire, alcuni dissero di averlo sentito dire “Perché mi hai tradito?”.

Ishaka convinse i gradaresi che mellerofonte, era in realtà guidato dall’altro antico, Hagazul, che voleva mettere le mani sul rift di gradara per i suoi scopi di potenza, gli stessi scopi che millenni  prima portarono alla quasi totale estinzione della razza degli antichi.

L’Antico, dopo la battaglia, si ritirò nelal biblioteca, a contatto del rift, e non ne emerse per diversi mesi, contattato a volte dal bibliotecario di gradara, Cassio.

I problemi di natura magica iniziarono a sparire, anche se non del tutto. I chierici sempre più faticosamente riuscivano a trovare la concentrazione necessaria per sentirsi in sintonia con la propria divinità, e sempre più spesso visioni e sogni mostruosi, mettevano in dubbio la loro fede. Il resto del mondo intanto andava avanti. Mediolanum firmò la pace con Neapolis e Gradara, accettando la linea proposta dal generale Aldebando  Monfalco, successore di Mellerofonte come portavoce del concilio mediolanumense. A Senagallica però, iniziarono i primi attriti tra Neapolitani e Gradaresi, entrambi desiderosi di avere l’egemonia in città.  Il I mese di Atachel, sembrava evidente che la situazione avrebbe potuto scoppiare da un momento all’altro. Il Casus Belli arrivò quando Aureliano si rifiutò di scusarsi, davanti ad un generale neapolitano, delle offese arrecate verso il figlio di un nobile Neapolitano, Giovanni De Curtis.

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