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Dalle nostre analisi è emerso che, in questo campo, la capacità di eseguire lavori di construction può essere alla portata di molti, ma che, viceversa, entrare all’in- terno della sala di controllo degli impianti significa avere un know- how specifico. Siamo consapevoli di averlo già e vogliamo che diventi uno dei punti di forza del gruppo Bonatti.

Lei viene da esperienze impor- tanti prima di approdare in Bonatti. Come mai ha fatto questa nuo- va scelta professionale?

Arrivo dall’automation, dal setto- re impiantistico e dalle forniture. Mi muovo in questo ambito da più di 25 anni e ho fatto questa scelta perché sono convinto che qui in Bonatti si possa arrivare a operare nel settore ad alto livello, con progetti di grandi dimensioni: penso, ad esempio, a commesse di total revamping, non solo come contractor, ma affiancando il cliente al punto da arrivare al cuore del sistema. Ciò che più mi ha spinto nella

Una grande sala controllo.

scelta è il fatto che, dopo un’e- sperienza di respiro internaziona- le, ero tornato ad operare preva- lentemente in un contesto di mercato nazionale. Con Bonatti posso finalmente tornare ad occu- parmi di mercati esteri con clienti di livello internazionale.

Cosa conosceva di Bonatti vista da fuori?

Oggi che sono dentro mi accorgo ogni giorno di più che conoscevo veramente poco di Bonatti. Devo confessare, però, che quando ho ricevuto la proposta di entrare a far parte di questo team si sono aperti scenari che mi hanno dato la vera consapevolezza dell’azien- da, della sfida da raccogliere e della complessità che è propria del DNA della nostra organizzazio- ne.

Com’è trovarsi qui con noi?

Il primo impatto è molto buono e mi trovo bene. A Parma vedo una possibilità di fare che si identifica con la cre-

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scita dell’ultimo quinquennio. Si avverte un elevato livello di adrenalina e una palpabile tensio- ne verso le cose nuove. Gavazzi è in una fase che defini- rei esplorativa e cauta verso que- sta nuova operazione, ma si per- cepisce in modo evidente come l’azienda sia molto stimolata e attenta a rientrare prepotente- mente nel settore Oil & Gas, che può rappresentare un’interessan- te evoluzione dopo gli ultimi anni dedicati soprattutto a infrastrut- ture, energia e rinnovabile.

Bonatti possiede Carlo Gavazzi Impianti dal 2006, un’azienda che conserva il suo percorso peculiare. Qual è, a suo avviso, il poten- ziale di questa realtà?

È ancora un po’ presto per dare una riposta a questa domanda ma posso confermare che Carlo Ga- vazzi Impianti ha come punto di forza un elevato livello di prepa- razione tecnico-gestionale che è difficilmente riscontrabile in altre realtà italiane.

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