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un’imprecazione mentale si levò al cielo:

-

Il biglietto!-

Non aveva il biglietto che, generalmente, si compra preventivamente nelle edicole. Altra figuraccia. Ora che fare? Ma in suo soccorso giunse il Cavaliere Sebastiano Cavarra, commerciante in pensione, fornito di abbonamento per tutte le linee, e autoproclamatosi salvatore dei passeggeri sprovvisti di biglietto - naturalmente dietro versamento di un modestissimo tributo previsto dalla sua tariffa personale- che col suo occhio esperto immediatamente lo individuò.

-     Maestro stiamo maluccio, vero?-

-

Cavaliere ce l’avete?-

-

Certo che ce l’ho, ma ci sarebbe la maggiorazione del cinquanta per cento – sapete le spese.-

-

Ve lo pagherò dopo.-

-

Allora maggiorazione del cento per cento, per la fiducia.-

-

Date qua. –

E Gigi, preso il biglietto dalle mani del Cavaliere, con sollievo, lo andò a obliterare nell’apposita macchinetta, sotto lo sguardo severo dell’autista del bus.

Ora, il Cavarra, non era sempre così esoso. Se trovava il soggetto disposto ad ascoltare le sue elucubrazioni artistiche-scientifico-socio-filosofiche, era  anche capace di dare il biglietto al prezzo di costo.

-

Ma lei lo sa, Maestro – esordì infatti, vedendo che Gigi guardava la luna– che la distanza della luna dalla terra  è inferiore di un milione di volte della distanza tra Giove e Mercurio?-

-

Ma và?! – replicò Gigi che già temeva d’essere, per quella notte, la sua vittima.

-

Ma lei lo sa che non hanno saputo misurare con esattezza la distanza tra Orione e Centauro?-

-

Guarda un po’.-

-

Ma lei lo sa che il Presidente degli Stati Uniti stanotte parlerà della fame nel mondo?-

-

Questo è buono.-

-

Ma lei lo sa che al Castello Ursino hanno inaugurato la mostra del Futurismo?-

-

Che bella notizia.-

-

E lei lo sa che non c’è nessuna importante opera di Marinetti, e una sola di Boccioni?-

-

Davvero?-

-

Proprio così. E di Boccioni, sa quale hanno messo: quella del calesse che incrocia la macchina sportiva.-

-

Incontro tra passato e futuro, immagino.- rispose Gigi.

-

Forse. E di Marinetti? Sa cosa hanno presentato? La provocazione, secondo me, che lui fece all’Arte: cornice e tela semplicemente imbrattate…-

-

… di colore rimasticato. – finì la frase Gigi.

-

Appunto. Poca roba che mi piacesse davvero. Ma fortunatamente, per me, s’intende, mi sono imbattuto in due emozioni di tramonti e, forse, d’un amplesso…-

-

…del Balla, vero?-

-

Forse, non saprei dirlo con precisione.-

-

E’ probabile che lo fossero.-

-

E perché? Non potrebbero essere di un altro autore? Sono opere fatte a spatola e colore puro…Io le ho viste, e lei?-

-

Ah. Allora…-  disse Gigi facendo un gesto con la mano come a dargliene atto e per chiudere la discussione, vedendo che il Cavarra si stava preparando a polemizzare; e intanto cercava di sbirciare dietro le spalle del cavaliere per vedere se c’era una possibile via di fuga, prima che riprendesse con le sue osservazioni scientifiche e sociologiche. L’occasione gliela offrì un barbone ubriaco che si piazzò in mezzo alla strada, impedendo al bus di proseguire. Allora Gigi, prontamente, premuroso e disinteressato, si fece aprire la portiera, scese, si avvicinò l’uomo e, intanto che cercava di parlargli, lo prese sotto braccio e lo spostò di quel tanto che bastava al mezzo per riprendere la sua strada. Fece segno all’autista di andare e si liberò così del cavaliere; il quale, non gradì che la preda gli fosse sfuggita, e dal finestrino, gridò a Gigi.

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