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E quello fu il giorno della vendetta! I fischi lo sommersero e Gigi che non aveva mai visto Giacomo impallidire, mai visto Giallongo imprecare, mai visto Giacomo Giallongo fuggire, quel giorno sublime, egli lo vide!

Ma fu la sola soddisfazione di Gigi in quel periodo infausto: infatti al crollo del partito, alle brutture della guerra in Bosnia, dalla malattia del padre, alla perenne crisi d’identità e d’ideali, si aggiunse la storia con Adelina.

Adelina, e chi è mai costei?

Adelina è Adelina come solo lei sa essere Adelina.

Fu così: Gigi aveva l’abitudine di visitare tutte le mostre che si effettuavano al Club dei Giornalisti- una Galleria sita nel centro della città, dove un’Associazione artistica- culturale o singoli artisti, che avessero un decente curriculum, vi potevano  esporre le loro opere per dieci giorni, dietro il preventivo versamento di un equo compenso, e la donazione di un’opera, alla direzione del predetto Club -  egli le visitava sia per curiosità d’artista, sia nella speranza che qualche fiore sbocciasse in quel deserto assoluto, in cui versava l’Arte nella sua città, dominata da mezze tacche che presumevano d’essere dei grandi artisti.( chi lo disse che la moneta cattiva scaccia la buona?) Ma finora, ed erano ormai anni, le centinaia d’opere fin lì esposte e riguardate, non avevano lasciato in lui nessuna emozione, ne traccia di speranza. Solo in un caso egli si trovò di fronte ad un vernissage notevole: esponeva un artista toscano, e tutte e quindici le opere esposte - che  rappresentavano un porticciolo di pescatori, naturalmente visto da diverse angolazioni e prospettiva - avevano  un particolare molto bello, che lo impressionò favorevolmente: si trattava di un effetto di luce, ovvero di chiaro di luna, dove un solo raggio chiaro metteva in evidenza un particolare del soggetto, dipinto su un fondo azzurro scuro. Il tutto lavorato a spatola, con colpi carnosi, corposi, decisi. Bene, questo ci sa fare, pensò, se avessi quattrini ne comprerei una.

Purtroppo, un paio di mesi dopo, intanto che faceva la sua brava anticamera nello studio del dentista, sfogliando una vecchia rivista, vide cinque o sei fotografie, di quello stesso porticciolo dei dipinti, scattate usando un elaborato effetto speciale che dava il risalto di luce solo al particolare del soggetto ritratto. Coincidenza? Troppa! Gigi, messo in sospetto, guardò la data della rivista: risaliva ad un anno prima: ergo l’artista aveva scopiazzato tutto!

Va bene, come non detto!

Quella volta, ancora una volta, stoicamente, ci riprovava. Esponevano i soci di un’Associazione che si chiamava significativamente “La tela”. Entrò e vide il solito spettacolo di parenti e di amici degli espositori che sgranocchiavano salatini e noccioline, messi a crocchio attorno al loro congiunto, che non si staccava di un centimetro dalla sua opera, bellamente e con ricca cornice, appesa al muro della famosa galleria. Discretamente, aggirando i crocchi, ed evitando quello più numeroso, Gigi si mise ad riguardare i lavori esposti. Notò, quindi, le solite sciatte o sconvolte marine, gli improbabili paesaggi bucolici, i mesti fiori, e i tristi visi “morti” dei velleitari ritratti. Stava per lasciare la galleria, quando si accorse che nel localino quasi appartato, vi erano esposte altri lavori. Con certosina e rassegnata pazienza, svoltò l’angolo e guardò: e restò felicemente sorpreso: nel ridotto, quasi in disparte, vi era esposta, fra l’altro, un’opera singolare e affascinante: si trattava di un cielo squarciato. Gigi, la rimirò e ammirò lungamente, cercando di trovare la prospettiva giusta e l’angolazione adatta. Poi la esaminò criticamente, da competente: e vide, fra l’altro, che l’esecuzione era perfetta. Era intento al suo esame e non si accorse che una ragazza esile ed elegante come una cerbiatta, gli si era avvicinata e lo osservava abbastanza compiaciuta. Quando se n'accorse Gigi, ovviamente, chiese:

-

E’ sua quest’opera?-

-

Si, è mia.-

-

Bella, molto bella. Complimenti.-

-

Grazie.-

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