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E come la vorresti chiamare tu la figuraccia che farà quel fanfarone di fronte al pubblico televisivo, quando questo servizio sarà messo in onda?

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Si sputtanerà. Ammesso però che lo trasmettano. Sai ci sono ancora dei direttori di telegiornale che conoscono Forattini.-

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Allora meglio ancora. Ma hai visto che tipo? Hai visto che roba? Eppoi, ammesso che quell’opera fosse genuina, e il ragazzo un talento vero, dimmi, si dicono ad un giovane esordiente parole simili? Significa fargli  montare la testa e rovinarlo.-

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Certo, è verissimo. Ma tu, non sei anche tu una sua discepola?-

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Chi io? Macchè io sono un’autonoma in quel sodalizio. Non hai visto dove hanno appeso il mio quadro?-

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Quindi tu sapevi e aspettavi…-

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Pressappoco.

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Allora meriti un premio. Vieni ti offro la pizza.-

In pizzeria, seduti in un tavolino appartato, Adelina cinguettò per tutta la serata raccontando con garbo, ed in modo divertente certi episodi riguardanti il nostro professore- Direttore Artistico- critico d’arte.

-     E senti quest’altra: il mese scorso il professore fece di tutto, anche carte false, pur di farsi      invitare al circolo Ufficiali di Presidio per tenere una conferenza su Federico Garcia Lorca. Fissata la data, egli ci fece invitare per assistere alla sua esposizione e per farsi ammirare. Ora, forse tu non lo sai, ma alle conferenze organizzate da quel circolo - oltre ai soci frequentatori che sono perlopiù ufficiali a riposo - per fare pubblico, sono comandati anche alcuni ufficiali dei vari corpi. Capirai, costoro con quanta ansia partecipano a dette conferenze; ti lascio immaginare quindi, la loro amara sorpresa nel trovarsi di fronte, quella sera, quel pomposo tizio e alla sua… eloquenza Ma hai sentito che dizione spaventosa? Ebbene quello li, ha avuto il coraggio di “declamare” o meglio assassinare,  venti pezzi del povero Garcia, come se fosse, in quel momento al livello di un Gasmann o un Albertazzi, al Piccolo Teatro. Roba da impiccarlo a vita!

Finito lo strazio, egli inizia il commento. Confusamente, ma con convinzione, sostenne che il poeta aveva dato, con quelle opere, un forte messaggio d’amore di pace in quell’Europa sconvolta da guerre e dittature. E non è tutto. A conclusione, chiese se c’erano domande da parte dell’uditorio.

Il povero moderatore impallidì. Io gelai. Metà del pubblico si fece scivolare nelle poltroncine – l’altra metà fortunatamente dormiva. Ma era tutto un bluff il suo, perché sapeva benissimo che nessuno avrebbe osato parlare. Invece un pallido tenentino, seduto in fondo, si alzò e chiese:” Mi scusi professore, ma mi sembra di non aver captato nessun messaggio, nè d’amore, ne tantomeno di  pace – almeno dai brani che ci ha testè letto – nell’opera di Garcia Lorca. Vorrebbe chiarirmi meglio i punti che lo contengono, esplicitamente? Grazie”.

E quel poveraccio, preso alla sprovvista, prima balbetta parole incomprensibili, quindi si schiarisce la voce, poi cerca concitatamente fra le sue carte, infine, non trova di meglio che farsi venire una crisi ipoglicemica.

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Pazzesco!-

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Ma non è ancora tutto: quando il barista ristabilisce l’ordine delle cose con un bicchiere d’acqua zuccherata, egli ebbe la sfrontatezza di dichiararsi pronto a rispondere alla domanda, solo che aveva bisogno di qualche minuto per riprendersi del tutto. E la fortuna fu dalla sua: infatti un vecchio colonnello che aveva dormicchiato per tutta la conferenza, svegliatosi di botto, sentendo nominare la Spagna e credendo chissàcchè, grido: “ E ricordatevi che in Spagna i soldati italiani si sono battuti da eroi!” “ Ma quali eroi – rispose il tenentino pallido – quali eroi. Essi andarono volontari, con doppio stipendio; ed erano in maggioranza aviatori che, bombardavamo dall’alta quota, indisturbati, i poveri repubblicani privi di caccia e antiaerea.” E successe il finimondo. Un battibecco da manuale, con vere crisi nervose e cardiache – il povero colonnello ne fu la prima, percosìdire, vittima- mentre l’impavido, il grande, il sublime professore ne approfittava per indossare il paltò e fuggire via!-

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Senti Adelina, niente niente quel professore… insomma ti fila?-

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