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Ragionamento giustissimo. Ma chi era costui? Questo uomo così prezioso.- disse Gigi calcando la parola “uomo”.

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E’ …era…un ex amante di mia madre. Quando fu piantata da mio padre, ella si consolò con un suo coetaneo che conobbe in crociera. Si chiamava Ottavio. Era un bell’uomo, non c’è che dire. Come te, d’altronde.-

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Caspita! Che uomo  interessante.-

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Infatti! Sai, a quel tempo io avevo dieci anni ed ero un bel ragazzino, meglio dire una ragazzina,  bionda e ben fatta. E lui volentieri mi faceva dei complimenti che mi riuscivano assai graditi. Anzi, spesso li ricercavo e li provocavo, li incoraggiavo  con i miei atteggiamenti ispirati. Qualche volta mi faceva delle carezze sul viso, con quelle mani di fuoco che mi inebriavano; e avrei voluto che quelle carezze non finissero mai. Altre volte, incrociandomi nel corridoio, mi faceva palpatine sempre  più audaci, sorridendomi e ammiccando. E un giorno, che rimanemmo soli in casa, egli, come per gioco, mi prese sulle ginocchia e scherzò con me per parecchi minuti, poi, sempre per gioco e per solleticarmi, mi palpò nei punti erotici, indugiando sempre più; e, quando fu sicuro della mia accondiscendenza, che dimostrai impazzendo di piacere per quelle sue audaci carezze e per i baci che mi dava sul collo e sul petto, sfoderò allora il membro... Insomma, come puoi immaginare, finimmo nudi a letto. E da allora e per tanti anni ci amammo sempre, con le carezze delle mani e delle bocche, in gran segreto... un grande e bellissimo segreto, tutto nostro; e mai – mai - mi fece violenza alcuna.-

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Furbo l’amico, eri minorenne. Si mise al sicuro da eventuali grane con la giustizia.-

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Non credo che pensasse a questo, o almeno, non solo a questo. Stava con mamma, io ero il suo carissimo diversivo.

Poi di recente, mia madre lo piantò per mettersi col suo capo uffucio – col quale sta ancora – e lui partì per non so dove. Io rimasi sconvolta e soffrii oltre ogni limite, in silenzio. Intanto finii la scuola alberghiera, trovai lavoro e  andai a vivere da sola, qui. –

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Ma quanti anni hai?-

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Quasi diciannove. Li dimostro tutti?-

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Forse qualcuno di meno. E, dimmi,  non ce ne sono stati altri, dopo?- chiese Gigi titubante.

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No. Non ci sono stati altri uomini. Dopo di lui ci sei stato solo tu.-

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Sei una virtuosa.-

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No, solo fedele al mio vero amore…tranne…-

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Tranne con me. Capisco. Ma come hai potuto, diciamo così, ingannare tutti quelli che ti stanno vicino?-

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Ma dai, sii sveglio. Oggigiorno ti sembra facile, a colpo d’occhio, stabilire con esattezza se una persona, che veste unisex, porta i capelli lunghini, è un ragazzo o una ragazza? Io lavoro al Bristol e ci vado coi pantaloni strettini, con le scarpe basse e coi capelli raccolti sulla nuca. Quando torna a casa, mi basta cambiare scarpe, sciogliere i capelli, mettere un filo di trucco e…sono Adelina.-

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E i colleghi? Ci tentano?-

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Ci hanno provato, ma è stato sempre inutile. Te l’ho detto ero troppo presa da quell’uomo, troppo. Chiamala fedeltà, chiamalo speranza, chiamalo appannamento sessuale. Nessun altro uomo mi attraeva…Poi arrivasti tu, e il resto la sai.-

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Già… la sua controfigura, a quanto pare.-

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No, macchè controfigura. Si, lo amavo, e forse lo amo ancora: era bello, spiritoso, mi faceva impazzire; ma a parte l’affettuosità e la gentilezza, unite alle doti mascoline, per il resto non t’arrivava neppure alla spalla. Tu sei un artista e, ti dico con tutta sincerità, che ami anche da artista. Lui è solo animale, tu sei carne e spirito. Te lo ripeto, non si può fare nessun paragone fra voi due. L’unico atto spirituale che lui ha fatto è stato il rispetto della mia verginità.-

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Verginità? - Disse Gigi con un punta d’ironia.

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Verginità anale. E’ uguale. E comunque, ironia o no, quella la riserverò a lui o all’uomo che amerò.-

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