X hits on this document

189 views

0 shares

0 downloads

0 comments

24 / 70

-

Bene, Adelina, - disse Gigi trovando il momento molto imbarazzante, e anche perché aveva bisogno di restare solo, per riflettere sugli eventi appena accaduti - con rammarico ti debbo lasciare. Insomma debbo andare via…Tu sei una bravissima ragazza e meriti una vita felice. Io, sinceramente,  non saprei mai dartela… ma come posso andare e lasciarti così?- disse accarezzandola in viso.

-

E allora non lasciarmi. Resta ancora con me… anche d’amico,  finche ti farà piacere…-

Ma quando Adelina seppe che era ritornato Ottavio, amico o non amico, piantò Gigi, e si buttò fra le braccia del suo uomo; il quale, questa volta, probabilmente, si sarebbe appropriato di quella verginità alla quale aveva rinunziato stoicamente anni prima.

E Gigi? Gigi non sapendo se soffrire o no, optò, saggiamente, per l’oblio e cercò di dimenticare la storia con Adelina: con l’aiuto “disinteressato” di Deborah, la quale consolandolo, coccolandolo, approfittando del momento e della circostanza favorevole, finalmente lo ebbe nella sua Associazione e nel suo letto.

E il letto di Deborh scottava come una colata di lava incandescente. Quella donna, che per anni aveva aspettato quel momento, quando finalmente si trovò quell’uomo tanto desiderato, nudo sul suo letto, divenne una furia infuocata: fiamma, come i suoi capelli rossi; brace, come il colore delle sue guance paffute; magma primordiale, come il calore della sua grande immensa accogliente spasmodica vagina. Gigi ne restò impressionato: non pensava che una donna potesse desiderarlo tanto. Ma, nello stesso tempo, divenne più cauto, quasi freddo, per evitare di farsi coinvolgere in un rapporto amoroso che, diciamolo francamente, gli metteva paura. E egli non l’amava; né, d’altronde, voleva essere posseduto da nessuno: Specialmente da quella donna assatanata, pericolosa e permalosa.

Poi ci fu l’ingresso nell’Associazione? Come? Gigi entrava nel mondo degli artisti associati? Si, beh, quasi. Il fatto fu che Deborah insistette affinchè, almeno sulla carta, risultasse socio del suo sodalizio. Ed egli, per connaturata natura accondiscendente, pur riluttante, ritenne di accettare il compromesso, credendolo un equo bilanciamento, quasi una ricompensa, al nuovo rapporto che si era instaurato tra loro due: Insomma una forma di gratitudine, verso quella spregiudicata donna, per l’aiuto e l’affetto che ella gli riversava, e che lui riceveva- immeritatamente- secondo coscienza.

L’adesione all’Associazione fu un atto quasi di violenza, ma non finì lì: dopo qualche mese la diabolica donna gli fece promettere che avrebbe partecipato alla mostra di pittura avente per soggetto il mondo rurale di Ercole Patti,  che si sarebbe svolta nel salone del palazzo baronale Montalto-Giusti. E solo questa scelta del luogo dell’esposizione, sarebbe bastata per far desistere Gigi. Però, armato di santa pazienza, disse ancora si. Ci lavorò per un mesetto, e dipinse un viso di ragazza, una vendemmiatrice, immersa nella sua terra, tutt’una con la vigna, nel cielo e nei lontani monti; tutt’una con la natura, nell’atto di cantare i cori delle vendemmiatrici. Una bell’opera, a detta di molti. Ma non per i giurati, i quali, non solo non la classificarono tra i primi lavori da premiare; ma, addirittura, non fu messa nemmeno nell’elenco delle venti opere segnalate. Per Gigi, schivo di mostre collettive, partecipante per forza, quella decisione lo sconfortò. Ma non tanto per il mancato riconoscimento della sua arte, quanto per l’ignoranza estetica, o peggio, i per calcoli personali e campanilistici della giuria, il cui interesse - fu evidente - si rivolse esclusivamente agli elementi “locali”.  E furono inutile le parole di lode con le quali Deborah definiva la sua opera. Furono parole inutili i giudizi dei suoi amici circa la incompetenza della giuria. Ma non fu inutile la evidente ammirazione  che dimostrò un anziano signore, di fronte a quell’opera. Per cui Gigi con un moto improvviso di generosità, o di gratitudine, la staccò dal muro, e la regalò allo sbalordito visitatore, che, colto alla sprovvista, non sapeva se accettarla o no. Ma, poi,  visto il cortese insistere di Gigi, con sincero piacere l’accettò. E fra i due subito si stabilì una corrente di simpatia: il riguardante per l’artista e l’artista per l’intenditore. Parlarono d’arte e di pittura per ore.

Quell’uomo era un medico, un normale medico di famiglia – disse lui - sulla via della pensione, il quale, per una forma di gentilezza e d’apprezzamento, volle che Gigi lo venisse a trovare nel suo studio, per fargli vedere le tante opere di cui era in possesso, con la tacita promessa, che se ne

Document info
Document views189
Page views189
Page last viewedTue Dec 06 15:44:09 UTC 2016
Pages70
Paragraphs2129
Words45296

Comments