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trovava qualcuno di suo gusto, lui gliela avrebbe donato.

Gigi, vi si recò, ma solo per un certo riguardo per quella degna persona, che si dimostrò essere una squisitissima, colta e raffinata personalità, e non voleva deluderla.

Quando suonò, ad aprirli venne una giovane infermiera, che credendolo un paziente, lo fece accomodare in sala d’aspetto. Gigi non disse nulla, aveva molto tempo, l’avrebbe ingannato nell’attesa del suo turno; non avrebbe disturbato il lavoro del medico, e, nel frattempo avrebbe dato un’occhiata ai numerosi quadri appesi alla parete. Erano tutti di ottima fattura e alcuni di autori a lui noti, ma non vide l’opera che gli aveva regalato. Nella sala d’attesa, intanto il cicaleccio era intenso. Poi, con l’entrata di una matrona si fece impegnativo:

-

Oggi per poco non mi rompevo una gamba nella buca di via Caronda. Oddio in che stato sono le nostre strade…-

-

Certo, i soldi se li rubano. Ha saputo che hanno arrestato il notaio Zeni?-

-

Ma dice davvero?-

-

Non c’è più mondo. Eppoi chi paga? Sempre il popolo.-

-

Oggi sono andata a comprare una bottiglia d’olio, anzi di oro, tanto l’ho pagata: dodicimila lire tondi tondi.-

-

Che vergogna! E i medicinali? Che ne dite dell’aumento dei medicinali?-

-

E dei ticket sulle ricette? – disse un giovane ventenne seduto accanto alla sua ragazza.

-

Ah, ha toccato il dente dolente.- disse la matrona – Ma ancora è nulla! Ci sarà l’aumento della bolletta della luce…-

-

…del telefono e del gas. Questo l’ho saputo oggi. E anche aumenteranno i biglietti ferroviari. Poi gli scioperi…- rincarò il giovane.

E via tutti gli altri di questo passo; tanto che Gigi, non potendone più di sentire notizie di cronaca di un pessimo telegiornale, riportate come pensieri partoriti lì per lì; sentendosi soffocare, ma  non avendo il coraggio di prendersela con la matrona o coi i due pensionati che le davano man forte, sbottò verso il giovane:

-

Ma insomma, alla tua età dovresti parlare d’amore e non di lagne! Hai una bella ragazza, parlale, sussurrale frasi d’amore, gioisci con lei, e lascia perdere questi discorsi da anime morte!-

-

Giusto!- Intervenne un anziano signore che aveva anche lui sofferto in silenzio, tormentando una rivista che teneva tra le mani, tentando di leggerla - Giusto perbacco! – Ogni cosa e ogni discorso deve avere un suo tempo e una sua dimensione. Stia zitta lei! – e rimbrottò la matrona che voleva protestare – Lei è legittimata a parlare in quel modo, lui no! A parte che lei, pur nel suo diritto,  dovrebbe avere più attenzione verso le persone che sono costrette a subire le sue…lagne, come me e quel signore. Certo, a ognuno il suo mondo, le amicizie, l’amore. Non nego, però,  che quando si è in tanti non ci si può isolare e chiudersi in se stesso: sarebbe ingiusto e ingeneroso. Ma, insomma, ciascuno deve apportare del suo sacco, e non appropriarsi del pensiero degli altri e intrupparvisici.  Nell’insieme, la differenza. Ecco, secondo me la saggezza degli antichi.

Ed ora giovane amico, per allentare questo imbarazzante momento, le racconterò un fatterello: Giorni addietro mi trovavo in compagnia con degli amici e le loro famiglie. Si era in campagna e si discorreva della bellezza della natura e dei piccoli piaceri che l’uomo sa darsi per ristorare lo spirito. Orbene, uno degli ospiti disse:” Per me non c’è momento migliore, in campagna d’inverno, che starmene seduto in poltrona, davanti al caminetto scoppiettante, con un buon libro, un bicchiere di brandy e la pipa a portata di mano. E voi?” Tutti si dissero d’accordo, ma un giovane timidamente disse: “ Niente in contrario sul caminetto e sul fuoco scoppiettante;  ma per me niente poltrone, libri o brandy, ma solo un soffice tappeto, una bella ragazza e…un preservativo a portata di mano.” Ecco la differenza tra gli anziani e i giovani, caro amico.-

L’Aneddoto dell’anziano signore sortì l’effetto desiderato: i discorsi mutarono e furono improntati sui ricordi giovanili dei due pensionati, sulle scampagnate e balli di una volta della grossa matrona, e.. sul tempo che cambiava.

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