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E, intanto, arrivò il turno di Gigi, il quale fu introdotto nello studio del medico da quella splendida infermiera che gli aveva aperto la porta, e che ora schiudeva le belle lebbra in un accattivante sorriso.

-

Caro Maestro – disse il medico, non appena lo vide, mentre si alzava premurosamente dalla sua poltroncina e gli andava a stringere la mano.

-

Dottore…- disse solamente Gigi, stringendogli la mano e guardando con la coda dell’occhio il posteriore della splendida ragazza intanto che si allontanava.

-

Bella ragazza. – disse il medico con un sorrisetto furbo- Ma s’accomodi prego. Spero che non le abbia fatto fare il turno.. - e accennò col gesto, alla ragazza appena uscita.-

-

L’ho fatto il turno, ma la colpa non è stata della sua splendida infermiera, ma mia. Non le ho detto che lei m’aspettava.-

-

Ed è stato noioso?-

-

Non direi. Inizialmente c’è stata una sfilata di luoghi comuni e le solite lamentele popolari. Poi, grazie ad un anziano e distinto signore, l’atmosfera è cambiata. S’è fatta respirabile, anzi gradevole.-

-

Quel signore l’ha preceduto nell’entrare qui, da me?-

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Si. –

-

Naturalmente. Lo immaginavo: quel distinto e anziano signore è il vecchio attore Manlio Molise, non l’ha mai sentito nominare?-

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Certo che si. Ed ecco perché non mi era un viso nuovo e mi sono arrovellato il cervello per cercare di capire chi fosse. Bravissimo attore, senz’altro.-

-

E mi delizia quando mi viene a trovare.- disse il medico annuendo col capo- poi rivolto a Gigi-

     Allora, è stato di parola, è venuto a trovarmi, vero?-

-

Dottore io sono venuto, si,  per vedere le opere, ma anche per parlare un po’ con lei. Mi creda, la sua personalità mi ha colpito; e vorrei conoscerla meglio, se non le dispiace, naturalmente. –disse  timidamente Gigi, chiarendo così, anche, che non aveva nessun malanno da raccontargli; e intanto si sedette nel divanetto.

-

Ma si figuri, l’onore della sua visita e tutto mio. . – rispose il medico sedendosi a fianco a lui- Avrà già visto, certamente,  le opere che tengo in sala d’attesa, che ne dice?-

-

Belle opere. Complimenti per la scelta.-

-

E queste sono quelle a cui tengo di più.- e indicò due quadri appesi proprio sopra il divanetto.

-

Ottime – le apprezzò Gigi, alzandosi per riguardarle meglio- ottime veramente.

-

E di là, nella mia abitazione privata ne ho ancora dieci, ma per adesso non posso fargliele vedere…sa mia moglie…non sta tanto bene…-

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Mi dispiace, spero che si rimetta presto.-

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Grazie per l’augurio, ma… ma è ammalata molto seriamente. Sarcoma alle ossa! Cose che capitano anche alle mogli dei cosiddetti luminari…-

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Scusi, lei sarebbe, lei è  un… un… cosiddetto luminare? Ma non mi si è presentato come un comune medico di famiglia?-

-

Certo, sono un comune e normale medico di famiglia, ma molti anni fa, ero un primario notissimo in campo chirurgico. Ma, che si può fare? Ci vuol pazienza…-

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Mi scusi dottore… professore, ma come mai, se mi è permesso… insomma, questa scelta…-

-

Caro amico, è stata una scelta e non lo è stata.-

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Costrizione?-

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In parte. Poi calunnie, processi e tardiva assoluzione…-

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Posso sapere?- chiese Gigi titubante.

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E’ una storia abbastanza comune - e squallida per me nello stesso tempo Fui denunziato per appropriazione indebita e interesse privato: mi accusarono di dirottare i pazienti in strutture private. Lei capisce?-

-

Naturalmente.-

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