X hits on this document

174 views

0 shares

0 downloads

0 comments

31 / 70

-

Lo conosco.-

-

Bene, è poco più oltre, sulla stessa strada. Sai, non ci vado da anni, perchè ho altre mete, per adesso. – e fece significativamente cenno ad un posto lontano e ad una persona lontana, certamente una donna  – potresti utilizzarlo tu finchè non avrai trovato una soluzione per i tuoi problemi. Dai, te lo affido volentieri.-

-

Ti ringrazio, ma non vorrei…-

-

Non vorresti cosa? Disturbarmi? Sfruttare l’amicizia? Scroccare? Ma dai, finiscila e accetta. Anzi, guarda, per vincere le tue ritrosie, te lo cedo in comodato d’uso, in cambio di questa opera, se non ti dispiace troppo...-

-

Prendila pure è tua. Comodato d’uso? Sarebbe?-

-

Sarebbe che ti cedo l’uso dell’alloggio a titolo gratuito, e tu però ti accollerai l’onere della pulizia e delle piccole riparazioni che certamente ci vorranno. Allora?-

-

Allora accetto! Jano, sei un amico. Grazie.-

La primavera quell’anno fu lunghissima; specialmente in collina, alle falde dell’Etna, dove il clima si mantenne dolce fino a metà giugno. Gigi, da pochi giorni ospite di Jano Longo, lontano da tutti i rompicapi del mondo, fuggito come un ladro, piantando tutto e tutti, Deborah compresa, se la godeva in modo particolare: mai nella sua vita gli era capitato un evento simile: viveva ed era sicuro di vivere.

La mattina, dopo una nottata di sonno pieno, s’alzava non prima delle nove, si preparava la spartana  colazione con fette biscottate e marmellata, si faceva il caffè con la moka e si apparecchiava nella verandina dello chalet - piccola come era piccola la costruzione: saloncino con punto cottura, e camera da letto – e mangiando lentamente, come lentamente sorbiva il caffè, osservava la vita che scorreva tutt’intorno. E scoprì un alveare clandestino; un nido di passeri mimetizzato tra i rami di un pero; il goffo e vano tentativo di un falchetto di fare colazione con una rondine; e la lotta, interrotta dal suo intervento, tra una piccola serpe e una lucertola. Poi gironzolava per il giardino annesso allo chalet, per curiosare e prenderne, mentalmente, possesso. E quando le ispezioni finirono, egli le ricominciò, tanto, si sapeva, era una scusa per restare il più possibile a contatto con la natura.

E scendeva a piedi giù al paese, comprava il pane, qualche uovo, scatolette e su di nuovo nel suo piccolo regno, cadutogli dal cielo.

Nel pomeriggio era di prammatica farsi la pennichella. Ma era pennichella per modo di dire: si faceva due-tre ore di sonno di filata, quindi, passeggiata pomeridiana nei luoghi vicini.

Durante una di queste passeggiate pomeridiane, questa volta fatta nei sentiero del parco, tra le acacie, pitosferi e oleandri che facevano da corona a dei pini maestosi, notò un vecchio signore, seduto su una piccola panca,  che sembrava assopito, ma poteva essere anche morto. Gigi, nell’incertezza, gli si sedette vicino, e alla prima occasione lo scosse per parlargli. Il vecchio signore si mosse e aprì gli occhi, quindi con sguardo interrogativo disse:

-

Prego?-

-

No, nulla – disse impacciato Gigi – volevo solo cacciarle via un insetto dal braccio.-

-

Ah, allora grazie. E adesso mi scusi, riprendo la mia pennichella.- e si rimise nella posizione di prima: con le spalle appoggiate allo schienale della panca, il capo chino col mento riverso sul petto, e le braccia rilasciate lungo i fianchi.

-

Prego, prego, e scusi il disturbo.- disse Gigi un pochettino risentito da quei modi bruschi del vecchio.

Passò qualche minuto senza che nessuno dei due si muovesse; poi Gigi, credendo ormai terminata la sua “missione”, si accinse ad alzarsi per riprendere la passeggiata, interrotta per scopi filantropici. Però, non appena si fu avviato, si sentì chiamare

-

Signore, signore – era il vecchio che gli faceva dei segni per invitarlo a fermarsi.

-

Dica? – disse Gigi con tono freddo e distaccato.

-

Signore, potrei passeggiare con lei? Non si sarà mica offeso per quello che le ho detto poco fa?-

Document info
Document views174
Page views174
Page last viewedSun Dec 04 11:10:45 UTC 2016
Pages70
Paragraphs2129
Words45296

Comments