X hits on this document

214 views

0 shares

0 downloads

0 comments

32 / 70

-

No, certamente.- mentì Gigi.

-

Meno male – disse il vecchio – Sa, a volte ci sono seccatori più seccatori degli altri seccatori; ma spesso ci sono dei seccatori meno seccatori degli abituali seccatori…-

-

E io sarei uno di questi abituali seccatori? – disse Gigi, divertito da quel modo di esprimersi che aveva il vecchio signore.

-

Orbene, si! Sono Vincenzo Battiato, piacere.-

-

Gigi Maimone, molto lieto.- e porse la mano e strinse quella di Battiato.

-

Ormai ci sono abituato alle “incursioni” contro la mia legittima pennichella da parte dei passanti filantropici.

Sa, tanto tempo addietro, venti, trent’anni or sono, chi lo sa – continuò il vecchio signore, come se raccontasse una favola al nipotino-  mi trovavo in Somalia per insegnare Diritto Umanitario in una scuola italiana di Mogadiscio frequentata da allievi somali. Durante la mia lunga permanenza in quella terra bellissima e affascinante, andavo tutti i pomeriggi al giardino pubblico per schiacciare un pisolino, come oggi, prima che lei arrivasse – non ne posso fare a meno. No, stia zitto per favore – disse Battiato vedendo che Gigi si accingeva a dire qualcosa per giustificarsi – lei non c’entra. Dunque, dicevo, mi recavo al giardino e mi sedevo su una panca a pisolare. Ebbene, quasi immancabilmente – ci crederà? - qualche italiano veniva a disturbarmi per chiedermi se per caso non mi sentissi male. Qui, per mia fortuna, essendo gli italiani in patria, sentono meno il dovere di interessarsi dei propri compatrioti e mi lasciano più facilmente in pace. Anzi, sospetto che gli indigeni siano meno filantropici dei forestieri…o mi sbaglio? – e riprendendo a parlare, diete uno sguardo quasi furbesco al nostro Gigi, che seguiva i discorsi discontinui e pieni di lunghe pause, del vecchio signore, con evidente interesse - Comunque, ora, che colpa ne ho io se, quando pisolo, assumo l’aria di un cadavere che se ne sta lì, bello e seduto, nell'attesa di piombare a terra da un momento all’altro?- disse Battiato ammiccando con i suoi piccolissimi occhi a spillo.

-

E che colpa n'abbiamo noi, poveri peripatetici, frequentatori di pubblici giardini, se incontriamo sulla nostra via, anzi sul nostro vialetto, una specie di cadavere seduto su una panca che sta per cadere a terra da un momento all’altro? – rispose Gigi stando al gioco del Battiato.

-

Nulla, voi! Ovvero, tutto! Cioè il responsabile è tutto quel vostro desiderio, o piacere, d’impicciarvi in cose che non vi appartengono, mi spiego?- e come se stesse facendo calcoli sul palmo di una mano, continuò - Ora, secondo lei, io posso morire dove mi pare, oppure no? Posso esercitare il mio diritto di uomo libero anche nella morte o per voi è un sacrilegio? – poi, quasi parlando seriamente – Senta…Maimone, ha detto?-

-

Maimone.-

-

Senta Maimone, lei ha mai visto morire qualcuno?-

-

Si, mio padre.-

-

E come morì, se è lecito sapere…- disse il vecchio professore improvvisamente interessato.

-

Morì della voglia di morire. Insomma, era acciaccato, è vero, ma non a tal punto di doverne morire.-

-

Volle morire per qualche cosa in particolare?-

-

Niente di speciale. Penso che il motivo fosse che s’era stancato di vivere come viveva lui.-

-

E come viveva?-

-

Da solo! Solo e sempre solo.-

-

Mi perdoni, e lei?-

-

Io? Io ero sempre fuori casa…-

-

Per lavoro, immagino.-

-

Lavoro, lavoro, ma che lavoro… – rispose Gigi quasi infastidito - Il mio lavoro è come il suo pisolino: incerto. Sono un pittore e non vendo le mie opere. Ma uscivo lo stesso. Andavo al pub degli Artisti a chiacchierare d’arte. Poi mi recavo alla Casa della Pace Universale e parlavo di pace e pacifismo; oppure andavo a visitare mostre d’arte o a partecipare a convegni, dibattiti e così via.  A sera, quando tornavo, trovavo mio padre che, in pigiama, ciondolava su una sedia.

Document info
Document views214
Page views214
Page last viewedSat Dec 10 18:52:27 UTC 2016
Pages70
Paragraphs2129
Words45296

Comments