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a montare le tue pecore non succhi il mio uccello?” ma glielo dissi per scherzare, invece quello mi prese sul serio, e mi disse: “ Fammi provare, se mi piace te lo succhio.” E si vede che gli piacque, perché da quella volta, è lui stesso che me lo chiede, quando veniamo qui.-

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Si dovrebbe vergognare d’approfittarsi di un povero scemo, e smetterla con queste pratiche.-

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Io invece non mi vergogno, e se trovo uno disposto a succhiarmelo o a farsi montare, lo faccio con piacere, maestro pittore.- poi pensandoci su, disse – Ma per caso la legge non vuole?-

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Coi minorenni, o se si usa violenza, anche se la persona è maggiorenne, allora c’è la galera. Ma quello che fa, con Peppe, non è moralmente giusto. Poi, se si accertasse che è veramente scemo, come lei dice, allora sarebbero guai per lei, è bene che lo sappia.-

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Lo terrò in conto…quando Peppe me lo chiederà…-

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Eh già, tempo perso.- Commentò Gigi. Poi pensò: che dire ora?-

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La saluto maestro pittore, faccio il mio giro. Buon lavoro a lei.- disse Gaetano rimettendo tutte le cose, secondo il suo punto di vista, al posto dovuto.

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E a lei!- rispose Gigi perplesso.

Lavorando alacremente, egli riuscì a terminare l’opera, almeno nei tratti salienti e quindi, si caricò tutto sulle spalle, portando la tela in mano, e tornò allo chalet.

Nello chalet trovò Amelia che lo aspettava con la colazione già bell’e pronta, allora egli ripose le sue cose e, aiutato dalla donna, apparecchiò la tavola sotto la tettoia. Mangiarono con appetito, quindi Gigi volle preparare il caffè. Ma non aveva fatto bene i conti con Amelia, la quale lo seguì in casa, e, intanto che Gigi metteva la caffettiera sul fuoco, ella si tolse i pantaloni, si sfilò le mutandine , si sedette sulla poltroncina, a gambe larghe e invitò Gigi, facendolo gattonare, a fare il gioco del traghetto di Cariddi che attracca nell’invaso di Scilla.

I giorni e le settimane trascorsero velocemente. Gigi era sempre in stato di euforia - non mi avrà drogato?- pensava tra serio e faceto; ma si, mi ha drogato! ma con l’amore, col sesso, con la sua libidine scatenata, con tutta quella passione che lo avvinceva anche nell’anima. E chi me lo doveva dire? questa è vita!

E, intanto, in Bosnia, si concludeva la carneficina, perpetrata dagli uni contro gli altri, mediante l’invio di truppe della Nato  E Gigi che non aveva seguito più gli avvenimenti di quella sfortunata terra, perchè lo chalet era sprovvisto di radio e di televisione, e Gigi non si recava in paese per comprare i giornali. E, quando lo seppe, si chiese – seraficamente - se valeva ancora la pena essere pacifisti anti-Nato.

Ci penserò dopo, concluse. Per adesso sono in trasferta, in paradiso.

Ma se avesse visto Marinella, certo non l’avrebbe pensato così: Giovanni era “saltato” su una mina antiuomo ed era rimasto ferito gravemente in tutto il corpo; e i medici, per salvarlo, furono costretti: ad amputargli una gamba.

Eh, ma si sa, le cose belle, purtroppo durano poco, anche i paradisi – purtroppo. Ma Gigi, chè non lo sapevi?

Infatti un pomeriggio, piombò nello chalet, anzi nella stanza da letto, Deborah Gaudioso accompagnata da Jano Longo, e trovarono la Bella, nuda, che cavalcava sopra Gigi, nudo.

La scena fu delle più odiose. Ma Amelia, con grande sangue freddo, smontò dalla cavalcatura, mandò un bacino col dito al suo “Gigione” ormai mortificato, s’infilò le mutandine, indossò i jeans, si buttò addosso la camicetta, e, senza dire una parola, se ne andò via disgustata.

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Bene,- disse Gigi ai due intrusi – tirandosi addosso il lenzuolo- e allora? Che significa questa piacevolissima e fottuta visita inaspettata?-

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Io non c’entro – gli rispose immediatamente Jano – l’ho solamente accompagnata.-

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Allora? – disse Gigi a Deborah.

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Allora sei uno sporcaccione.-

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E allora?- continuò Gigi.

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Allora sei anche un traditore.-

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