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Quando fu solo Gigi ebbe un attimo di stizza, quindi  prese un’altra tazza di caffè, e uscì all’aperto per berlo in giardino. Intanto nella sua testa passavano immagini a velocità da comica finale. Lui nudo con la Bella sopra; quei due che li sorprendono; Deborah supplicante; Jano che si intenerisce; la Bella che, superba, se ne va via senza una parola. Allora, traiamo le conclusioni:

Primo, Deborah gli era indifferente; secondo, la Bella è incazzatissima; terzo, Jano fila Deborah.

Del primo e del terzo punto non gliene importava nulla: Deborah, come già disse, per lui era meno che nulla e poteva mettersi con chi voleva. Forse avrebbe dovuto temerne la vendetta? Beh, conoscendole il caratterino doveva ammettere di si. Ma in quel momento quella era l’ultima cosa a cui pensare. Era sul secondo punto che voleva immediate risposte, perché poteva accadere di tutto e di peggio, visto come s’erano messe male le cose.

E, come temeva, le cose stavano male, ma proprio male: la Bella non lo volle nemmeno ricevere; anzi l’indomani se ne partì per destinazione ignota.  Fine di un grande idillio. Ed ora?

E ora, pensò Gigi, per adesso me ne sto qui, tranquillo tranquillo, poi si vedrà. Chissà se non si pente e torna, immediatamente? La fuga e’ stato solo un gesto impulsivo, da donna orgogliosa. Si, sicuramente si pentirà e tornerà - prima o poi.

Si pente, chi?  Torna, chi? La Bella, naturalmente. Ma la Bella non si pentì, e quando tornò salutò Gigi con una tale indifferenza da lasciarlo di basito sul posto. In seguito tra una frase e l’altra, capì che alla Bella le situazioni sentimentali, specialmente se ingarbugliate, non le piacevano per niente; e, visto che c’era, ella gli disse con noncuranza:

-    Sai per me quando una relazione finisce, vuol dire che è morta, e i morti non risuscitano. E’ agosto, infine, il mese delle feste; Gigi, datti pace e vivi allegramente…Ciao.-

E, con un finto bacino dato al suo dito indice, che poggiò dopo sul naso di Gigi, come fece, quel giorno della famosa sorpresa, con “Gigione”, la Bella sparì dalla sua vita.

Quindi godi Gigi, godi le notti insonni, le lacrime di impotenza, gli amplessi sognati e mancati, la rabbia nell’anima, e la Bella sempre nella mente, e, forse… ma si,  sicuramente, per un bel po’, anche nel cuore. Ma che insensatezza l’amore: Deborah soffriva per lui e lui per la Bella, non è comico? Ma si trattava di vero amore? O non era solo apprezzatissimo - e come – carnale desiderio di sesso?

E va bene, infine, questa è la vita di chi sceglie di fare l’uccel di bosco.

Godette fino a settembre, Gigi, fino a quando Jano gli richiese la restituzione dello chalet, per ripristinarlo nella primaria funzione di garçonniere: adesso aveva una persona del posto da ospitare: Deborah! immancabile, sentenziò Gigi. Che fosse quella la sua temuta vendetta? Se è così me la sono cavato con poco danno, pensava intanto che raccoglieva le sue poche cose per andare a vivere chissà dove, magari sotto i ponti della Marina.

Ma alcune volte, qualche santo ti aiuta, magari a volte anche disinteressatamente. E Saturnino gli trovò l’alloggio, nientemeno, che nel convento dei benedettini – tanto c’era solo un monaco a presidiarlo; mentre il Provveditore agli studi, suo vecchio compagno sessantottino, gli fece avere una supplenza presso l’Istituto d’Arte: quindi, per quell’anno tetto, pane e companatico erano assicurati.

Tutto bene, dunque. Tutto bene se non fosse stato trovato il cadavere del vecchio medico e se non fosse stata aperta un’inchiesta giudiziaria, perché sembrava dall’autopsia, che il poveretto fosse morto per un colpo d’arma da fuoco a cuore, e non per annegamento.

E Gigi cosa c’entra in questa storia? Beh, noi lo sappiamo: non c’entra! Ma alla polizia, arrivò all’orecchio che egli era stato uno dei beneficiari della morte del medico, ergo, bisognava fare chiarezza. E chiarezza, significò avviso di garanzia per un povero Gigi. E avviso di garanzia fu sinonimo di letto di carboni accesi sul quale dormiva, si fa per dire, i suoi incubi il nostro costernato pittore pacifista

-

Commissario, io sono pacifista, mai impugnato un’arma, neanche da militare. Poi quel signore, il medico, come si chiama? Come dice? Anelli? Già. Quindi dicevo io, quel professore, l’ho visto solamente due volte. Io non so nulla di nulla. La morte di quel poveretto, che

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