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mi dispiacque tanto, me la comunicò  il notaio Longo, quando mi chiamò per ricevere la donazione…-

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Ah, quindi lei è uno dei pochi che conosce  i precedenti accademici e le disavventure giudiziarie del dottore Anelli? Bene, bene. Forse lei è stato, anche, una delle poche persone con cui egli ha parlato prima di morire? Bene, bene. Ed è stato, altresì, uno dei beneficiari della sua morte? Bene, bene. E’ indigente, conferma? bene, bene. Poi è sparito. E’ forse fuggito? Nevvero? Bene, bene.-

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Ma che bene e bene. Io non c’entro. A me la donazione fu fatta prima della morte. Eppoi non ne usufruii, quasi non l’accettai, perché la passai al Barone Barbera, per beneficenza. In quanto alla mia sparizione, essa fu casuale: Ebbi l’uso di uno chalet ed io ero senza casa…-

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A noi risulta che lei gradì la donazione: qui c’è la sua firma per accettazione.-

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Si, perché era necessaria, per effettuare poi il passaggio. Ma perché non parla col notaio, e, soprattutto, col Barone?-

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Lo faremo, lo faremo, quando lo riterremo opportuno, signor pacifista.- e disse l’ultima parola come se dicesse: cesso!

E l’inchiesta si protrasse per vari mesi, poi fu appurato che il medico stesso si era sparato al cuore, prima d’affondare con la barca, che lui stesso d’altronde aveva sventrato con un piede di porco prima di premere il grilletto della pistola. Ma per Gigi furono lo stesso mesi di autentico calvario, anche se, proprio fin dalle prime indagini, la polizia sospettava fortemente, anzi aveva quasi la certezza, che fosse un vero suicidio. Perché ciò? Orbene, è opportuno sapere che a quel commissario Casu, vicino di casa di Deborah e sbirro convinto, non sembrò vero d’avere fra le mani per torchiare a dovere, Luigi Maria Maimone, socialista pacifista schedato, debosciato e artista per giunta ( che gli aveva fregato quasi dalle braccia la meravigliosa e rotondetta Deborah, per spingerla poi, ignominiosamente, tra le lenzuola del notaio Longo.). E lo strizzò e ristrizzò a dovere: voleva fargli pagare, con l’occasione, anche tutte le grane avute e le ingiurie condite di sputi, che aveva ricevuto, negli anni settanta, tutte quelle volte che era stato comandato ad effettuare il servizio d’ordine, in occasione delle maledette e disfattiste marce pacifiste: Per il Viet-nam del cazzo! E Gigi era un attivista di prima linea.

Porco lo chiamò una volta, quello stronzo!

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Porco io? Porco ci sarai tu frocio di un pacifista! –

Reagirono, successero tumulti, volarono cazzotti e manganellate, feriti e contusi, con conseguenti interrogazioni parlamentari. Ebbe molti fastidi e poche promozioni.

Ed ora il piacere di vederselo davanti umiliato da un’ipotetica, quanta vaga accusa infamante, senza capo nè coda, con quel viso scarno sul quale colava sudore freddo che s’insinuava fin dentro il colletto della camicia e scendeva giù, nella schiena, provocando quei noti brividi di paura, scambiati per freddo.

Così si scotenna un indagato eccellente, caro Casu, specialmente se ti è cordialmente antipatico. Sicchè fu chiaro perchè Gigi, un giorno si e uno no, era costretto a presentarsi al commissariato, per essere interrogato dal Casu: ora su un tale particolare sfuggito il giorno prima; o su un tal’altro chiarimento poco chiaro, oppure per un confronto al vetriolo di deposizioni già date qualche mese addietro. Eppoi si ricominciava daccapo.

E il Casu si giustificava col sostituto procuratore Severino Spartà, sostenendo che tenendo il Maimone, noto agitatore degli anni settanta, sotto pressione per il caso Anelli, voleva scavare per trovare eventuali connessioni con la ricomparse delle B. R. in Italia, non si sa mai! E Spartà era bello e servito: le Brigate rosse erano la sua fissazione, ne temeva la ricomparsa!

E Gigi, in quei giorni, sfiorò l’esaurimento nervoso, in alternativa alla galera per oltraggio a pubblico ufficiale.

Ma Severino Spartà, era fissato si, ma non fesso; e quando capì le vere intenzioni di Casu, lo sollevò dalle indagini, chiuse il caso, e prosciolse Gigi dalla precaria condizione di “persona informata dei fatti”.

Bel gesto Saverio. E Tullio, che ne penserà?

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