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Certo non a te solamente, ovvio - disse Severino sconcertato – ma iniziando da te, qui sul posto, per continuare con Tullio. Non credi che daremmo un buon messaggio agli amici e un forte contributo  alla causa?-

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Severino, ma per chi ci hai preso? Mica siamo Peppe Nappa? Ma a chi la vuoi dare a bere? Voi ci avete distrutto un partito storico, ci avete mandato alla diaspora, ci avete processato e incarcerato, volete prendere il nostro posto e adesso vieni a parlarci di pacificazione?-

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Scusa, scusa il mio partito vi avrebbe incarcerato? –

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Voi appartenenti al partito dei magistrati di sinistra: leggi comunisti!-

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Ma vi abbiamo prosciolto. Vedi Diotallevi.-

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Certo, naturalmente, dopo anni di processo – al quale la vostra propaganda ci ha sempre invitato a sottostare, esortandoci d’aver fiducia nel giudizio della magistratura – dopo aver perso tutto. E Ma chi si voleva sottrarre alle indagini, se c’erano le prove? Nessuno! Fate pure, indagate.

Ma no all’arresto preventivo! E ai processi basati sul nulla, no!-

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Ma che dici…-

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Dico che è bello parlare di fiducia nella magistratura, quando chi deve aver fiducia è un avversario politico e i magistrati sono amici fidati.

Sentimi Severino, io sono stato colpito solo di striscio da questa tempesta: ma alcuni miei amici –    innocenti – sono stati distrutti. Ora se mi vuoi parlare di pacificazione nazionale – ed io, da pacifista, sarei l’ultimo uomo a rifiutarla – prima dovete parlare di perdono! Dovete richiedere il perdono! Dovete ottenere il perdono!-

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Perdono? E di che? Noi democratici sinistrorsi non abbiamo nulla da rimproverarci.-

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Voi ci avete assassinati e avete preso il nostro posto nella sinistra italiana! O almeno ci tentate. Ma non ne siete legittimati. E volete inglobarci. Volete succhiare il nostro sangue per migliorare il vostro. No Severino, ci sono ancora anni luce tra voi e noi. E non vi potrete chiamare socialisti – non potrete mai chiamarvi!- finchè si sarà in Italia uno sfigato come me, che non si farà rubare l’onore, che ancora custodisce nel cuore, e che terrà sempre alto l’ideale socialista.-

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Ah, saresti tu? Gigi il pacifista?-

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Certo, Gigi, il pacifista!-

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Gigi, Gigi, ma svegliati. Non vedi che il mondo è cambiato?- e glielo disse quasi con affetto.

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Lo so Severino, lo so, purtroppo. – ammise Gigi sconsolato - E cosa pensi che ne sia contento? Ma andiamo, anche tu dovresti essere insoddisfatto di come vanno le cose da noi e nel mondo, sei di sinistra, no? E non vedi che ‘sto cavolo di globalizzazione ci sta fregando! Ormai siamo in competizione tutti contro tutti. A scannarci! Guerre tra poveri! L’America ha vinto. Sono adesso i soli padroni del mondo. E il loro modello economico, culturale, politico, è il modello di tutti.

Tu sei una persona colta, ebbene, dimmi, i films che vedi al cinema o alla TV, cosa ti raccontano?  E la musica, cosa ti dice? E l’arte che fa? E i computers, l’internet, i telefonini, cosa sono? Non scopro certamente l’acqua calda se dico che siamo – noi tutti, il mondo intero - un’immensa colonia americana.

Sarà un bene? Sarà un male? Non lo so Severino, non lo so proprio.-

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Non credo che ci possa essere altra alternativa. Non possiamo chiuderci al progresso. Non possiamo rintanarci e sognare i tempi delle lotte contadine, degli scioperi, dei cortei pacifisti o meno, dei bei gesti e della speranza del potere al popolo. I tempi mutati ci vietano di sostare neanche solo per sognare. Si, d’accordo con te Gigi, ci hanno fregato, ma che fare ormai? Si può fermare il corso della cosiddetta storia? O il progresso tecnologico che come conseguenza ci impone questo modello di società? Non possiamo! Però, penso, che possiamo attenuarlo e renderlo più umanizzato. E in questo momento penso alla solidarietà, alla giustizia. Che fare, Gigi? -

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Nulla! Nulla, credo. Però m’incavolo lo stesso!– disse Gigi, poi come esplodendo - Ma lo sai che adesso i giovani si baciano in bocca, non come nei tempi beati, succhiandosi le lingue e l’anima. Adesso sembrano dei cannibali che si mangiano le labbra e la bocca tutta, secondo la moda americana che propagandano quasi tutti i films che siamo costretti a vedere….-

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