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Però, adesso, mi deve dire una cosa: Come ha fatto Adelina ha sapere dei fattaccio del Circolo    ufficiali di quindici anni fa, quello del Lorca?-

-

Come l’ha saputo? Ma lo seppe tutto il mondo, mi perdoni, fuorchè lei a quanto pare. Fu una brutta serata, io non ero molto in forma quella volta, e trovai un piantagrane di una sorta di portata che mi mise in difficoltà. E chi l’avrebbe mai pensato che in quell’ambiente ci fosse stata una persona capace di capire quello che io dicevo? Non per essere vanitoso, ma parlavo molto bene ed ero preparatissimo sull’argomento. Certo, qualcosa si può anche trascurare. E quello non va a toccare quella qualcosa trascurata?

Comunque penso che Adelina l’abbia saputo da qualcuno dei soci della mia associazione che era presente al fatto.-  concluse con un vago gesto di noncuranza.

-

Capisco. E adesso cosa fa?-

-

Chi io? O Adelina? –

-

Adelina.-

-

Fa la cameriera, credo e…vive con l’ex amante della madre. Lo sapeva?-

-

Lo sapevo.-

-

E non gliene importa?-

-

Acqua passata.- disse Gigi, parafrasando Tullio. Intanto si alzava dal tavolo e invitava Spiguglia a uscire con lui.

-

…E ha una Personale in programma, in questa stessa galleria, le interessa la notizia?- gli disse il professore, scrutandolo ansiosamente in viso.

-

Tutto ciò che riguarda l’arte mi interessa. - Gli rispose Gigi con noncuranza.

Ma, nel suo intimo, quella notizia lo fece sussultare: l’avrebbe rivista, se avesse voluto.

Dipendeva da lui.

Comunque sicuramente il professore non la conosceva intimamente: non l’avrebbe chiamata Adelina, o ne avrebbe detto peste e corna- forse. E certamente, almeno su questo, ella era stata sincera: non gli aveva concesso nulla. Ma perché allora mentirgli e attribuirsi la presenza al Circolo Ufficiali, durante la figuraccia del professore? - si chiedeva Gigi con una certa insistenza. Doveva esserci un motivo valido; non credeva alla sola vanità di ragazzina, che si appropria di un simpatico e spassoso aneddoto solo per tener testa ad una persona più grande, più preparata e più colta di lei.

Ma su questo argomento avrebbe potuto benissimo rispondergli Ottavio - visto che tanti anni prima, per farsi bello verso la propria amante, che inorridite! ammirava la cultura del professore Spiguglia, che aveva avuto l’onore di conoscere ad un convegno sullo stato dell’arte nella città – il quale amante le raccontò quello che si diceva sul colto individuo in certi ambienti cittadini.

Racconti  che Adelina sentì e registrò nella memoria, e che si ricordò perfettamente quando, per soddisfare la sua voglia di Arte, si iscrisse all’associazione “La Tela”, diretta proprio da quel signore fanfarone; e che ne sciorinò uno a Gigi, come esperienza personale, forse per non dover parlare di Ottavio.

E Ottavio perché ne parlò a Liliana, la sua amante e madre di Adelina? E come li seppe quei fatti?

E perché era geloso di quel bel tipo?

Beh, per due delle tre domande, la risposta è molto semplice: era uno sportivo con scarso interesse per la cultura, e allora denigrando il professore colto, agli occhi di lei, si rivalutava lui, o no?

Come li sapeva?

Vedete? Ottavio era un’instancabile praticante del sesso, per cui, spesso la propria amante non gli bastava, e allora cercava di razziare verso altri ovili e pascoli - abusivi o meno. E una volta conobbe  una non più giovane donna, ma ancora molto piacente, sofisticata ed elegante, che dopo una discreta corte, si portò a letto. Ora quella signora, che si chiamava Vittoria, era una socia dell’Associazione diretta dal nostro onnipresente professore; e durante gli incontri amorosi, per ingannare i tempi tra un amplesso e l’altro, non avendo argomenti in comune, ella indugiava a spettegolare sul professore -  incontrato casualmente in un ristorante, e che ella gli aveva presentato come critico d’arte.

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