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Certo che si! Ma lei lo sa che quello non la uccise lui l’amante. Io so tutto. Ma lei lo sa che alcune volte informo i giornalisti della “Notte”, su ciò che avviene in città? E cosa crede che viaggiare e contattare migliaia di persone non serva a niente? Per esempio: Vede quell’uomo appoggiato al sedile dell’autista?-

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Lo vedo. Allora?-

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Ma lei, lo sa allora che è il primo borsaiolo della città. Ora, naturalmente è fuori servizio, sta rincasando.-

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Accidenti che occhio. Senta Cavaliere, lei alcuni anni fa, incontrandomi su un bus, mi accennò del senatore Diotallevi… cosa intendeva dire?-

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Ah, quella volta. Certo, se lei era un vero amico del senatore, doveva risalire sul bus e ascoltarmi. Ma siccome…-

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Lo ero e lo sono tuttora buon amico di Diotallevi; ma lei, allora, quello che sapeva, non me lo poteva dire prima? Invece mi parlò di lune e di conferenze e di mostre. Poi, quando l’autobus stava per partire, mi accennò qualcosa che, francamente non capii troppo bene.-

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Male, caro Maestro, male. Doveva pazientare, le cose vanno dette a momento e luogo. Ed ora è tardi, cosa vorrebbe sapere? Si è saputo già tutto.-

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Non tutto. Per esempio, Galluzzo, il costruttore che lo denunziò non lo fece di sua iniziativa…- e Gigi sparò quella frase a casaccio. Voleva vedere che effetto faceva sul cavaliere.

E l’effetto ci fu. Il cavaliere Cavarra abbassò il capo; con la scarpa destra schiacciò un mozzicone di sigaretta fino a ridurlo in polvere; poi girò il lungo collo guardando a destra e a manca; quindi si dondolò sulle magre gambe reggendosi al sedile di Gigi; infine si schiarì la voce e disse:

-

Ma lei lo sa che io faccio tutte le linee urbane? E lei lo sa che qualche volta faccio la linea dell’Aeroporto? E lei lo sa che certe volte scendo per prendere una boccata d’aria pura?-

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Dove? All’aeroporto Civile?-

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Naturalmente. Ma anche alla stazione ferroviaria? Nel vicino lungomare.-

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Mi fa piacere. Fa bene alla salute. E allora?-

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E allora, alcune volte incontro delle persone note o sconosciute, e anche non volendo, odo certi discorsi, sento fatti, notizie, chiacchiere e pettegolezzi… Avviene che qualche volta si conosce la persona di cui si sparla, e allora anche non volendo, si capisce, l’orecchio presta più attenzione, mi spiego?-

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Benissimo, vada avanti.-

-

Quella sera andai all’Aeroporto; scesi dal bus e, invece di fare due passi, mi recai al deposito bagagli in transito, dove fa servizio Angelino Scalzo, per riscuotere talune scadenze. Ma Angelino non c’era, era andato a scaricare un aereo. Allora entrai, mi misi a sedere su un valigione, aprii il giornale e aspettai il suo ritorno.

Ora, lì fuori, c’era un’auto blu, sa quelle delle persone importanti, e, vicino c’erano due persone che attendevano un passeggero proveniente da Roma, ma l’aereo era in ritardo e quei due ingannavano l’attesa chiacchierando tra di loro. E, come le dissi, certe volte si sente, anche se non si vorrebbe sentire…loro parlavano tranquilli, erano soli lì fuori…-

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Cavaliere, non mi tenga più sulle spine, mi dica: cosa sentì?- disse Gigi quasi pregandolo.

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Sentii quello che lei sentirà e che subito dimenticherà. Chiaro?-

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Chiaro!-

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Sentii uno che diceva all’altro:

“ - Sarà contento, che pensi?-

- Speriamo.-

- Speriamo si. Noi abbiamo fatto quello che dovevamo…

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- E anche di più. Ora spetta a Galluzzo fare il resto.-

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- Se non se ne pente-

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- Non credo che se ne pentirà, ha troppo da perdere. Gli interessi sono fortissimi, ci sono svariati miliardi in ballo…poi…-

-

- Poi?-

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