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Io? – disse finalmente Gigi - Ma Tullio che domande? Non stavamo andando da Saddam?- poi facendosi serio e scuro in volto, continuò quasi sottovoce - Si, sono pacifista, lo sono sempre stato, ma questa volta ci penserei per benino, perché sta faccenda degli scudi umani per Milosevic, mi sembra una… una…ecco, forzatura.-

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Lo penso anch’io. Tant’è vero che, personalmente, ho disapprovato. Però mi impegnerò con tutte le mie forze per evitare i bombardamenti. Il governo italiano dovrà impegnarsi. Dovrà farsi parte attiva nelle trattative, non nel partecipare alle azioni belliche. Ho già preso contatti con i compagni della direzione nazionale a questo proposito.-

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E fai bene. Trattative e solo trattative, e non ci sarà bisogno di scudi umani - per carità. Trattative e vedrai, ragioneranno. Tutti. Milosevic in testa! Perché ciò che sta accadendo in Kossovo non è che sia una scampagnata di boy- scout, lì c’è repressione e morte.-

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Repressione, morte, stupri e saccheggi, mio caro Gigi. E’ roba da Unni o Goti, loro ascendenti.-

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Speriamo bene. Allora Tullio, lieto d’averti rivisto. Ciao.- disse Gigi curvando le spalle, mettendosi le mani in tasca, e troncando, improvvisamente, la loro discussione.

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Ciao e grazie. - disse Tullio, interpretando quei movimenti come annichilimento dell’amico di fronte agli eventi brutti che si prospettavano, e, come se seguisse i suoi pensieri, sottovoce continuò - Gigi disilluso e pacifista puro, questo mondo non è più per noi, mio caro. Ma, sai cosa ti dico? Ti dico: teniamo duro lo stesso! Dobbiamo sempre rompere le palle a chi ci vuol far tacere! Dobbiamo essere come le mosche cavalline: insistenti e instancabili, decisi nel pizzicarli.

Certo, se ne fotteranno di noi, andranno avanti lo stesso, ma non si libereranno facilmente del

nostro pungiglione. Addio compagno!-

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Addio Tullio.-

E Gigi capì che quella era l’ultima volta che sarebbe andato a trovare il vecchio compagno.

Che pena quell’incontro, com’erano stati patetici tutti e due, e che discorsi…Ma la verità, si disse Gigi, era che ormai probabilmente essi erano ambedue fuori gioco. Anche se Tullio ancora non lo sapeva. O lo sapeva anche troppo bene?

Va bene, va bene, Gigi, ho capito tutto: sei tu, insieme al tuo pacifismo, ormai morti e seppelliti.

E ripensò al passato: Quante manifestazioni di protesta per quello che accadeva in Viet-nam; e per quelle per l’Afganistan? - dove accadevano le stesse cose e qualcuno si fingeva di non sapere; e la Cambogia? dove si seppe delle atrocità a fatto compiuto.

Manifestare, protestare, noi, che non c’entravamo e non contavamo nulla. Voci che gridano nel deserto, disse qualcuno anni addietro… Giovani grilli parlanti. O semplici cicale? Marionette? Chissà…

E, comunque, finchè c’era stato in piedi il muro di Berlino, egli aveva sempre saputo con certezza cosa fare: Ambedue i blocchi, pensando a sopraffarsi; si armavano e operavano per distruggersi, eventualmente prima che l’uno lo facesse con l’altro. E sbagliavano tutti e due. E, quindi,  sapeva benissimo che doveva protestare, manifestare, combattere pacificamente, contro tutte le loro iniziative di possibile futuro massacro di massa. Era tutto facile, perbacco!

Ora, con quella specie di consociativismo taciuto, ma ben operante, quei blocchi si erano avvicinati, anzi uno s’era quasi disciolto, rimanendo però ancora piuttosto forte.

Era finalmente la tanti agognata pace? Ardua risposta, vero?

E il suo pensionamento? Forse, anche. Macchè! – si disse battendosi le mani sulle cosce- Magari era scomparso il pericolo di guerra totale, nucleare, mondiale, ma, purtroppo erano rimasti i conflitti, cosiddetti locali- questo a me e questo a te - E lì che ti voglio, caro Gigi e cari pacifisti. E lì che ti confondi e non capisci più nulla. E lì che ti assale l’angoscia di non sapere se sei manovrato da qualcuno per qualcosa; oppure sapere d’essere ancora una volta impotente, disarmato, accantonato, contro quegli eventi tragici, ma quasi telecomandati da chissà chi e per chissacchè e chissà come.

E che dire di Tienamen, amici pacifisti?   Se non è zuppa…

Ma è sempre schifo!

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