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E, come gli preannunziò Spiguglia, Adelina fece la sua personale di pittura alla galleria Giotto.

Gigi vide i manifesti della mostra affissi nei muri della città, e decise di andare a visitarla, ma non il giorno dell’inaugurazione: troppa gente, affollamento e, conseguentemente, cattiva visione delle opere. Va bene, sii sincero Gigi mio, vorresti incontrare Adelina da sola. Vero? Ma, tutte le volte che passava davanti alla galleria, e sbirciava dentro, egli purtroppo non la vedeva mai da sola. Dopo tre tentativi infruttuosi decise d’entrare ugualmente. La galleria era piccola; si articolava su due locali: uno più grande e un altro più piccolo, separati soltanto da un grande arco. Le opere erano poche ed erano state poste nei locali in base al soggetto che rappresentavano. C’era  il soggetto tragediografico, che occupava il primo locale;  e, l’opera che si visionava per prima, era un’accorata Antigone nella grotta in cui fu rinchiusa. Mentre, nell’altro locale c’era il soggetto cosmogonico, con le opere più numerose. Gigi restò affascinato da queste ultime opere: C’era un’intensa visione dello Spazio, interpretato da piani scuri in cui si stagliavano corpi celesti, la cui natura solo Adelina aveva potuto concepire: Erano batteri, o virus? Erano meduse marine o colonie di corallo? Granellini di sabbia, o montagne; asteroidi o meteoriti?  Satelliti o pianeti? Oppure erano galassie? E che cosa era, e cosa significava quello ”Addio”, siglato sulle tele, in basso a destra?

Adelina, quando Gigi entrò, parlava con un ospite, e vedendolo, al saluto quasi militaresco di lui, rispose facendogli un lieve sorriso di compiacimento, e lo lasciò tranquillamente ammirare e apprezzare le sue opere; solo quando egli si girò verso di lei - ciondolando la testa come un asino, in segno di approvazione- ella lasciò l’ospite, gli si avvicinò e lo salutò con un bacetto sulla guancia.

-

Gigi, come ti và?-

-

Bene. Ma a te va benissimo – e accennò ai numerosi bollini rossi posti sulle cornici, segno evidente dell’avvenuto acquisto del pezzo – E, a parte il successo economico che riscontro con piacere, ti voglio fare i miei complimenti per tutta la Personale. Ci sono opere che acquisterei volentieri, se avessi quattrini. Che talento ragazza! – poi punto dalla curiosità - Senti, cos’è quell’Addio?-

-

Ti ringrazio Gigi caro, questi complimenti detti da qualche altro mi avrebbero lasciato indifferente, ma fatti da te...Quell’Addio? sta per Adelina Diomedi.-

-

Il cognome di tua madre? A proposito come sta Liliana?-

-

Sta benissimo, era qui fino a pochi minuti fa.-

-

Mi fa piacere…sai l’ultima volta che la vidi, non mi sembrò…tanto in forma.-

-

In effetti aveva qualche problemino. Ma ormai è superato.-

-

Benissimo, allora me la saluterai particolarmente.-

-

Sarai servito.-

-

Che faccio? Me ne vado? – disse Gigi vedendola in leggero imbarazzo.-

-

Ma che dici? Sono felice di averti rivisto.- e, con sincero trasporto, l’abbracciò.

Ma quell’abbraccio non lasciò davvero indifferente un signore di mezza età, alto, quasi calvo, ma fisicamente in forma, che se ne stava seduto su una poltroncina; il quale scattò in piedi e si avvicinò ai due. Adelina, con un certo impaccio, si affrettò a presentarlo a Gigi.

-

Gigi, questo è Ottavio. Ottavio, Gigi, il grande artista di cui ti ho parlato.-

-

Ah, il famoso Gigi Maimone. Che piacere, Maestro io sono Ottavio Zerilli  – ma nelle sue pur cortese parole, si notava una linea di disappunto-

-

Piacere. – disse Gigi non prima d’aver osservato, in un primo momento, la grande rassomiglianza con lui: solo che quello aveva pochi capelli. Poi udendo il nome il suo sguardo divenne quasi torvo: Che sono forse geloso? Si chiese corrucciato. Ma quando sentì il cognome dell’uomo, sobbalzò, poi si impose la calma e gli domandò, con noncuranza.- Zerilli? Ha detto Zerilli?-

-

Sono Zerilli. Ottavio Zerilli! Perché, scusi? - disse Ottavio guardandolo incuriosito.

-

No, niente di particolare, solo che ho conosciuto un’altra persona che fa Zerilli.-

-

Amelia Zerilli, per caso?-

-

Proprio così!- rispose Gigi non più sorpreso dalla coincidenza di cognomi e di conoscenze.

-

E’ mia moglie. Ma viviamo ciascuno per conto proprio…L’ha conosciuta di …recente?-

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