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No, non direi…- e Gigi si chiedeva che tipo fosse quell’Ottavio, e quale doveva essere il suo fascino per avere donne così belle e interessanti.

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Ci è andato a letto?- gli chiese quasi a bruciapelo Ottavio, con l’evidente intenzione di metterlo in difficoltà di fronte ad Adelina, che ascoltava la loro conversazione con un certo interesse.

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E chi lo sa.- rispose Gigi, lasciandolo pendere dalle sue labbra. Poi si risolse ad Adelina – Cara, ci verresti a cena con me?- disse provocatorio, guardando Ottavio.

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Sono lusingata, Gigi, ma non posso. Sto con lui…- e indicò Ottavio che sorrise soddisfatto.

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Bene, Adelina, magari facciamo per un’altra volta. Sei grande! Ciao cara e…in bocca al lupo.-

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Crepi! – gli rispose chissà perché Ottavio, invece della lusingata Adelina.

Sono una bestia, pensò Gigi intanto che usciva dalla galleria, che cosa intendevo fare? Il minchione geloso? O lo sfidante tipo compare Alfio?

Ma, nonostante quei saggi pensieri di sano equilibrio, nel suo cuore c’era il tarlo della gelosia nei confronti di Ottavio: Aveva Adelina; aveva avuto Amelia, donne che considerava a buon motivo sue. Sue? Tue? Ma va là. Essi ti hanno avuto finchè non si sono stufate. Minchione!

Poi c’era anche Liliana nella vita di quell’uomo. Va bene che fra Gigi e la madre di Adelina non c’era stato nulla, solo qualche parola cordiale e qualche sguardo furtivo, durante la conferenza sul servizio militare femminile. Però, però quello l’aveva avuta e anche lei era una bella donna, caspita! E questo lo imbestialiva. Pensò: l’avrò anch’io, un giorno o l’altro. Faremo pari e patta, anche con le corna. Poi, ritornando di nuovo in se, si dette del minchione ritardato; e quando uscì all’aperto, tutto gli si schiarì:

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E va al quel paese! - si disse - sei un fesso Gigi! Perché te la prendi tanto con quel tipo?  Quello può fare tutto ciò che gli garba, anche con le donne,  e a te, in fondo,  non deve fregartene nulla, proprio nulla! Chiaro! Chiaro! Una volta per tutte?-

E, con questa imposizione, finalmente, si rasserenò. Imboccò una viuzza stretta, deserta e illuminata da fanali brutta copia degli originali ottocenteschi, allungando il tragitto per arrivare alla piazza dove aveva parcheggiata l’auto. Lo fece  per riflettere? O per autocommiserarsi in pace? Davvero?

Infatti, puntualmente, ripensò a Liliana! E fu immancabile ricordare con dolore e disappunto il giorno che ebbe il piacere di conoscerla.

Dolore, disappunto? Come? E perché?

Perché…perché…quando uno è fesso!

Gigi la conobbe in occasione di quella famosa conferenza ( su presentazione dell’onnipresente prof. Spiguglia, che volle sottolineare, con una punta sardonica e maliziosa cattiveria, che ella era la madre di Adelina), quando avvenne quel fatto spiacevole a fine dibattito.

Stava  parlando con Spiguglia e con alcuni sostenitori di detto servizio militare femminile - presente naturalmente Liliana – e Gigi formulò concetti e disse parole che ancora oggi, riaffioradogli alla mente, lo facevano  inesorabilmente arrossire. Parole? Macchè parole! Erano bestialità gratuite, dette chissà perché e per giunta in presenza di  Liliana, verso la quale voleva ben figurare.

Ma cosa disse, infine?

Quella volta, chissà perché, ma totalmente indispettito come un vecchio bacucco, disse:

“Bene, lasciateglielo fare. Ma non le fate iniziare dalla testa: cioè da ufficiali. Prima sarebbe necessario farle provare la famosa gavetta. Fatele faticare! Perdiana! Poi, diciamocelo francamente: dal dopoguerra in poi, dopo il loro diritto al voto, al suffragio universale, all’accesso a tutte le carriere, a tutti i concorsi e posti di lavoro, dove regolarmente accedevano almeno un anno prima dei loro colleghi maschi - che dovevano espletare l’unica prestazione personale a favore dello Stato: il servizio di leva, fregandogli i posti di lavoro e danneggiandoli, a volte irrimediabilmente, nella futura carriera –  esse avrebbero dovuto già da decenni, per l’assoluta parità coi colleghi coetanei maschi, espletare anche loro il servizio militare, o alternativo. E allora, forse, dalla loro spinta, anche il servizio alternativo o civile sarebbe stato introdotto prima, molto prima, e a beneficio di tutti. Ora cosa si fa? Le s’invita a tavola ormai apparecchiata! Bello e comodo, vero?”

Quindi, pateticamente, si prese il lusso di raccontare la sua avventura di militare di leva pacifista e ai disagi ai quali, in un primo momento, fu sottoposto; dei suoi colleghi denunziati

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