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E io Gigi. Come vedi in fatto di “g” non scherziamo.-

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Sei forte. Allora, posso aiutarti?-

E l’aiuto di Gina fu notevolissimo e preziosissimo. Oltre alla scelta delle carni, con un sorprendente occhialino, lo fece decidere sulla scelta del luogo dove incontrarsi e del letto dove rotolarsi.

Quella brunetta morbida e profumata, completò l’opera che aveva iniziato Casarsa: fece uscire Gigi, definitivamente, dal tormentato stato depressivo.

Ed ella fu una vera rivelazione! Una rivelazione in fatto di sesso, nel campo culturale e sociale, e va bene, d’accordo; ma quella bambolina allegra, vivace, spensierata, piena di vita e d’ironia per la vita, con la sua sola esuberante presenza, lo fece letteralmente rinascere a nuova vita.

Che tipino! Si era appena laureata in biologia e, volendo vivere da sola e per mantenersi da se, in attesa di tempi migliori, si volle impiegare il quel supermercato galeotto.

Gigi impazzì. L’amore fisico si mescolò all’ammirazione della sua personalità. Il conforto di una persona gentile e delicata, lo inebriò. Scrisse poesie d’amore e anche una commedia incentrata su quel nuovo e intenso rapporto, che fece leggere a Sapuppo, il quale la giudicò buona, anche se la inconsueta problematica era innestata su un argomento abbastanza ovvio.

Infatti trattava di un pittore (guarda che caso?) e di una modella ( ma va?). Il pittore dipinge i sette vizi capitali. Ma, ad un cento momento, essi si animano e disputando tra di loro, al fine di stabilire chi fosse il vizio più importante e forte, decidono di prendere il pittore per giudice. Quindi, a turno, mettendo a risalto le loro singole capacità e lusingandolo, tendono a farsi giudicare vincitori. E a tal fine, adoperano gli argomenti che, secondo il vizio che ciascuno rappresenta, sono la loro specialità: ma tutti tendono a premiare l’artista, se decidesse di attribuirgli la vittoria.

In questo lungo intercalarsi di promesse, lusinghe, velate minacce, ricompense allettanti, viene coinvolta anche la modella. E’ l’Invidia che la aizza contro il pittore, mentre egli è avvolto dalla Superbia.

Come si salvano pittore e modella da tutte quelle insidie? Ma ovvio: con l’amore, che sbocciò tra i due giovani facendogli dimenticare il mondo e tutti i suoi vizi.

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Buona – ridisse, consegnando il copione a Gigi, e cautelandosi con un giudizio generico, un Sapuppo tremante nell’animo, perchè temeva che l’amico gli chiedesse di mettergliela in scena.

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Grazie. – disse Gigi soddisfatto del giudizio del grande intenditore e non osando chiedere di più.

Intanto si trasferì presso Gina e riprese a dipingere con più vigore: e ritrasse la sua donna in tutte le posizioni possibili e sempre nuda. E dipinse infine ( ma davvero?) i sette vizi, con una Gina in splendida forma. Riallacciò, casualmente, i contatti con Tanino Gentile, il quale immediatamente, come se non aspettasse altro,  gli propose di esporre i suoi lavori all’inaugurando  Salone della Bellezza.

Ma quei contatti, furono proprio casuali? Bisognerebbe chiederlo al monaco.

Gigi, si fece pregare un po’, ma, anche dietro incoraggiamento di Gina, decise di accettare. Tanino organizzò la mostra con tutte le regole canoniche e anche con un pizzico d’impegno in più: era giusto, ormai, dare spazio e soddisfazione anche materiale, al nostro Gigi, bistrattato dalla vita, dagli uomini e anche dagli ideali.

La notte dell’inaugurazione il salone era pieno di gente elegante e sofisticata, che si aggirava per il locale, ammirando l’estro dell’architetto progettista, con tutte le sue creazioni buttate lì, come se fossero poste per caso, e senza un precostituito progetto. Piluccando dolcetti e bevendo spumante di marca, salutandosi calorosamente e commendando il grande evento mondano, facevano festa.

I festeggiamenti erano previsti in tre giorni e due notti di ininterrotte manifestazioni. Si andava dal cantante che si dimenava sul palchetto, all’attore che declamava versi impegnati, alla esibizione di scuole di danza e di cultura fisica; si procedeva col folklore; si passava per i colti dibattiti mattutini; si continuava con le presentazioni di défilé di moda; si arrivava, in certe ore notturne, allietati da musiche da discoteca, a fare shampoo promozionali alle gentili invitate.

E le opere erano lì, appese alle pareti, dove li aveva piazzate strategicamente Tanino, esposte alla contemplazione del vasto pubblico. Poi il colpo di genio del gallerista, vecchia volpe: l’ultima sera, con la collaborazione di una TV locale, approfittando dell’eccezionale presenza dell’Artista e della

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