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ancora a Shakespeare, e

annegati

di

Clarence

(ancora nei

)e

più

all’indietro,

rimandavano, alla morte di

Ofelia,

al

sogno

degli

alle saghe cavalleresche nordiche. Tutto questo per dire che la titanica impresa di Jackson è sì un’avventura fantastica che riesce a trovare il proprio sontuoso corpo cinematografico grazie alla perfezione odierna degli effetti speciali (chi mai, se non in animazione, avrebbe potuto nel passato “materializzare” Uruk-hai così concreti, teutonici e spaventosi, Lupi Mannari così guizzanti, e soprattutto in tali, brulicanti quantità?), ma che dietro il fantasy, anzi davanti, nelle immagini che rimbalzano dallo schermo, c’è una cultura iconografica precisissima e appassionata, che non fa mai rimpiangere i voli della fantasia evocati dalle pagine di Tolkien, Jackson che, nonostante tutto il gore che ha fatto all’inizio di carriera (o forse l’ha fatto proprio in chiave d’esorcismo) deve essere un gran romantico, riesce in pratica a conciliare la sua passione per l’horror con il trasporto dell’avventura e la leggerezza della fiaba, facendo emergere alla superficie di questa quelle radici che sono sempre e comunque orrifiche, penose, più che umane. Ne sapevano qualcosa i cavalieri tormentati ed erranti abbandonati da Excalibur e dai loro me. Ne sapeva qualcosa Galadriel nella prima parte della storia, che con la forza dell’Anello e i propri poteri sarebbe potuta diventare la Signora dell’universo, E qui è Frodo che comincia a capire davvero cosa significhi una “quest”, un viaggio di ricerca, in questo caso. Il suo è un viaggio verso la distruzione (dell’Anello) e forse verso la propria autodistruzione. Mentre Uomini, Elfi e Nani continuano a battersi (nella battaglia, lunghissima e bellissima, al Fosso di Helm), mentre gli Stregoni Bianchi lanciano le loro sfide, tre piccoletti inermi si addentrano nella terra di Mordor. I due compagni di Frodo rubano la scena a tutti: Sam il giardiniere, che è la terra, la saggezza quotidiana, il coraggio della vita che continua, e che è l’unico capace di riacchiappare Frodo quando viene catturato dai fascino del Male: e Gollum, il precedente possessore dell’Anello, quello che l’ha tenuto con sé troppo a lungo e ne è diventato schiavo, mezzo Hobbit e mezzo bestia affamata, il fantasma della creatura che fu, pelle e ossa, strisciante e aggressivo. Servile e Scurrile,

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