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Società multiculturale e cittadinanza nel tempo della globalizzazione. I casi di Modena e ... - page 31 / 106

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2 – Mappa europea dell’immigrazione

2.1 – Evoluzione storica, caratteristiche e teorie

Il fenomeno migratorio in Europa – verso l’Europa – va inserito nella più vasta dinamica migratoria internazionale. La globalizzazione del processo migratorio ha determinato, negli ultimi anni, lo sviluppo di una fitta trama di scambi tra aree anche molto distanti tra loro; sarà significativa allora l’analisi della provenienza dell’immigrazione.

L’Europa ha rappresentato storicamente, tra la fine del XVIII secolo e inizio del XX, il primo serbatoio di lavoro e di immigrati cui hanno attinto i nascenti poli industriali europei ed extraeuropei. Ma già allo scoppio del primo conflitto mondiale in alcuni paesi europei la bilancia migratoria stava mutando di segno: Francia, Svizzera e Germania si erano trasformati in paesi utilizzatori di lavoro immigrato.

Con la fine della seconda guerra mondiale tutta l’Europa centro- settentrionale si trasforma in area di immigrazione dai paesi dell’Europa meridionale, mentre l’est europeo, oltre la cortina di ferro, non partecipa a queste dinamiche. Nel periodo postbellico la crescita delle economie europee è supportata dunque da un flusso sud-nord di forza lavoro. Questa fase si conclude alla metà degli anni ’70, quando i paesi di immigrazione introducono dei provvedimenti legislativi - le "politiche di stop" - per ridurre gli ingressi di manodopera straniera e favorire i rientri (Bonifazi, L'immigrazione straniera in Italia,1998).

Negli ultimi vent’anni la società mondiale è entrata in una nuova fase, spesso chiamata postindustriale o postfordista, in cui si è verificata la caduta del muro di Berlino e la fine dell’equilibrio bipolare di Yalta. Le

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