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Società multiculturale e cittadinanza nel tempo della globalizzazione. I casi di Modena e ... - page 51 / 106

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di leggi e provvedimenti dettati dall’emergenza, finchè non è stata emanata la L.40/98 che disciplina organicamente i molteplici aspetti della questione.

Le cifre sono importanti per una corretta lettura del fenomeno. Si tratta comunque di cifre con un notevole margine di incertezza, perché è alto il numero di clandestini e di immigrati di passaggio. La stima Istat del 1991, riferita al 1989 e basata anche su un’indagine diretta e di controllo, stimava presenti in Italia 1.144.000 stranieri, di cui 181.000 comunitari e 963.000 extracomunitari. Stime successive attestano una presenza di immigrati variabile: ad esempio nel 1990 (Natale, 1990) un totale tra 1,3 e 1,5 milioni la cifra totale tra regolari e clandestini; un’altra stima (Blangiardo, 1997) valuta al 31 dicembre 1994 il numero di extracomunitari tra 833.000 e 912.000 unità, di cui la percentuale di clandestini si sarebbe potuta stimare intorno al 41-44%. Altre stime (Guarini e Natale, 1996) parlano di valori tra 1.062.000 e 1.420.000 unità.

In ogni caso, una cifra tra 1 e 1,4 milioni di unità corrisponde a un valore percentuale compreso tra l’1,7% e il 2,4% della popolazione italiana (Bonifazi, 1998).

4.2 – Le leggi sull’immigrazione

La normativa italiana riguardante l'immigrazione è stata caratterizzata da una serie di provvedimenti emanati a partire dal 1990; il quadro da essi delineato è stato però notevolmente modificato dalla legge N.40 del 6 marzo 1998.

Il punto di partenza in tema di immigrazione è l'art.10.2 della Costituzione, che recita: "La condizione giuridica dello straniero è regolata

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