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PREFAZIONE

Don Rodrigo e l’Innominato incarnano nel romanzo di Manzoni lo stereotipo del malvagio che ricco e potente si diletta a infierire e tiranneggiare sulla gente povera e indifesa. Nella concezione religiosa del Manzoni al di sopra di questi si colloca una forza che prevale su qualsiasi volontà terrena, che protegge gli umili e trasforma, operando sia all’interno dell’animo umano che esternamente attraverso l’intervento di uomini giusti e probi, l’attitudine al male dei più forti in sentimento religioso: la conversione.                                                                                                                                        

Nel seguito viene presentata un’analisi dei due personaggi in cui si approfondiscono gli aspetti psicologici e le circostanze che li indirizzano verso la conversione religiosa, che nell’Innominato si completa con una trasformazione in un uomo nuovo e in don Rodrigo rimane allo stato iniziale di vago sentimento di paura.

Il primo argomento tratta il processo della conversione religiosa così come è descritto dal Manzoni nel romanzo; quindi vengono presi in considerazione le conversioni del Manzoni stesso  e quelle di Sant’Agostino e San Paolo, ricercando le analogie.

Infine viene proposta una classificazione dei due personaggi secondo le categorie di “vittima” e di “titano” e una rilettura del romanzo in chiave allegorica con riferimento alla genesi biblica.

Prima di entrare nell’argomento vengono brevemente richiamati gli episodi principali in cui Manzoni mette in risalto gli aspetti psicologici legati alla conversione dei personaggi che sono stati esaminati (l’incontro don Rodrigo- fra Cristoforo, il coinvolgimento dell’Innominato, il rapimento di Lucia e la notte al castello dell’Innominato, la morte di di don Rodrigo).

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