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LA CONVERSIONE DI SAN PAOLO E SANT’AGOSTINO

La conversione dell’Innominato è paragonabile a quella di San Paolo e di Sant’Agostino nel senso che per tutti e tre la scoperta di Dio e di Cristo costituisce la fine di un percorso che da uno stato di sofferenza e di turbamento conduce verso la pace.

Mentre per San Paolo la conversione è avvenuta, secondo il Vangelo, in modo quasi istantaneo per intervento diretto di Dio, per Sant’Agostino è stato un lungo processo nel quale è entrato in contatto con moltissime persone appartenenti a realtà e con ideologie molto diverse tra loro.

Saulo inizialmente era un persecutore dei seguaci di Cristo, che aveva il compito di condurre i Cristiani incatenati dalle varie città a Gerusalemme; stava per compiere il suo mandato quando, sulla strada per Damasco sentì una voce: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” e venne investito da una luce: era Dio che gli chiedeva di seguirlo e lui in quello stesso momento si convertì.

In analogia con la conversione dell’Innominato si può rilevare che anche San Paolo raggiunge la conversione dopo un periodo di straniazione dal mondo “ove, per tre giorni, rimase senza vedere e senza mangiare né bere”.  

Per Agostino invece è la madre Monica che lo introduce alla religione ma, come lui stesso scrive ne “Le confessioni di Sant’ Agostino”, conosceva Cristo solo per nome e non spiritualmente. Per questo prima cerca una “vita felice” nello studio della filosofia, diventando lui stesso un filosofo, poi si aggrega alla Setta di Mani e solo grazie all’aiuto di fedeli come l’intellettuale Manlio Teodoro e l’amico militare imperiale Alipio, che gli fanno capire la possibilità di conciliare i diritti della ragione e il bisogno di Fede e grazie alle letture dello stesso apostolo Paolo, nasce in lui la voglia di pentirsi e di convertirsi. Questo bisogno di incontrare Dio lo spinge a desiderare fortemente un incontro con il vescovo di Milano Ambrogio: il colloquio con quest’ultimo è l’ultimo gradino per “rivestirsi di Cristo e diventare tutto per Dio e di Dio”.

In analogia con la conversione dell’Innominato si possono rilevare i seguenti elementi comuni:

sia l’Innominato che Sant’Agostino maturano il percorso verso Dio grazie all’aiuto di una figura femminile (Lucia e Monica)  

entrambi arrivano alla conversione grazie al colloquio con un’autorità religiosa ( il cardinale Borromeo e il vescovo di Milano Ambrogio)

al termine della conversione entrambi vengono sconvolti da un pianto liberatorio

Quindi la sua conversione si colloca tra quella immediata di San Paolo e quella progressiva di Sant’Agostino.

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