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RELAZIONE GENERALE - page 10 / 41

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presupposto che ha guidato la composizione architettonica è costituito dal riferimento a quanto preesiste: il basamento ora occluso in parte dalle coperture posticce e il costolone che emerge nella parte interna della corte.

A questi elementi si appoggia, quasi come naturale continuità ed esito delle rovine presenti, lo sviluppo in altezza della nuova torre, che è raggiungibile dall’interno.

La torre riprende, verso la corte interna, l’idea di incompiutezza, rivelando il corpo della scala come un continuato itinerario di veduta verso la corte stessa,osservabile a quote diverse.

La scala replica così, nel rammento, l’idea della torre scudata  e offre la possibilità di una fotogrammatica vista sull’interno del Castello, fino alla sommità dove, ancora “diruta”, consente di rivolgersi finalmente alla vista della città storica e della piazza.

Il doppio rivolgersi della torre verso l’interno e verso l’esterno permette di rispettare la vicenda storica, da un lato, e di segnare, dall’altro, il significato dell’intervento odierno, teso a ricollocare il Castello in relazione partecipata con la città di Novara.

Dal punto di vista materico, l’intervento dovrà essere realizzato in mattoni di tipo antico e di colore analogo a quelli esistenti, che dovranno essere scelti in accordo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici.

Nella differente compattezza e squadratura del mattone si riveleranno le differenze, ma anche la continuità, tra antico e nuovo.

La nuova scala  sarà realizzata in ferro con gradini contenuti in spessore di putrella e parapetti ottenuti con ferro piatto alla base e in sommità e ferro quadro in verticale, ad intervalli di 10 cm.

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