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BOZZA INCOMPLETA - page 11 / 82

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dall’assemblea dei soci.

In alcuni casi è possibile la distribuzione infrannuale dei dividendi di un’azienda il cui andamento soddisfi alcune condizioni. In tal modo si evitano penalizzazioni di chi per avere un’utile investe in azioni rispetto a chi sceglie altre forme di investimento che procurano un reddito periodico e non ritardato.

Il risultato che un investitore si attende dalle sue azioni non si limita al dividendo, ma include anche un’aspettativa di capital gain, cioè un vantaggio economico derivante all’azionista dalla vendita delle azioni ad un prezzo superiore a quello da lui sborsato all’atto dell’acquisto; questo  avviene se è aumentato nel frattempo il valore dell’impresa, cioè se dalla data dell’acquisto è aumentato il prezzo delle azioni.

Può accadere che dividendi molto elevati non siano, di per sé, garanzia di buona salute in prospettiva dell’azienda: è il caso di dividendi resi possibili da un’insufficiente destinazione di risorse agli investimenti (o in alcuni casi limite addirittura alle manutenzioni) destinazione  necessaria perché l’azienda operi con successo sul mercato negli anni futuri. 7 Questo tipo di gestione “miope” tende a prevalere quando il management è giudicato dagli azionisti solo sui risultati a breve per imprese quotate in borsa oggetto di partecipazioni del tipo “mordi e fuggi”, il cui azionariato non crede nella creazione di valore a medio e lungo termine.

Spesso le imprese più giovani pagano pay-out bassi perché debbono proseguire negli investimenti e contano di più sul capital gain, mentre imprese ormai consolidate (investimenti completati e ammortamenti fatti) si orientano su dividendi elevati e in genere danno luogo a modesti capital gain. In questo senso si usa dire che dividendi e capital gain sono in alternativa.

Si usa introdurre un indice, denominato pay-out ratio, definito come il rapporto tra l’entità dei dividendi distribuiti e il valore degli utili netti d’esercizio.

Gli ultimi anni hanno visto sui mercati occidentali una turbolenza tale che alcuni analisti hanno usato l’espressione “inferno degli utili”: prendendo a riferimento dodici dei titoli azionari maggiori di New York (distribuiti fra new economy  e old economy) è risultato:

Anno

Profitti annui globali

(miliardi $ USA)

Prezzo medio dell’azione

($ USA)

1999

71

33,7

2000

79

24,0

2001

39

49,2

Da: G. Turani, La Repubblica 23 aprile 2002

Per quanto si possa criticare la rappresentatività del campione, il paradosso rimane: i profitti sono caduti e il prezzo è salito. Anche stressando la circostanza che il volume degli acquisti è pilotato dalle aspettative di risalita delle quotazioni la sorpresa è del tutto giustificata.

DIVISIONI DI UN’AZIENDA

Con riferimento all’organizzazione di un’azienda si denominano divisioni le unità operative dotate di un buon livello di autonomia, caratterizzate o da una classe di funzioni o da una classe di prodotti loro affidati. L’autonomia attribuita a ciascuna divisione tipicamente riguarda

7 Gli investimenti vanno, infatti, ad accrescere il patrimonio netto e quindi il tasso di autofinanziamento (cioè evitano o riducono il ricorso al credito); consentono inoltre di acquisire quelle capacità produttive e, in particolare tecnologiche che condizionano la competitività dell’impresa in prospettiva

18/11/2002

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