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BOZZA INCOMPLETA - page 12 / 82

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obiettivi, ripartizione interna del budget, organizzazione interna, pur nel rispetto delle regole generali della “casa” cui ciascuna divisone riporta.

DOLLARO

Valuta degli Stati Uniti d’America che costituisce anche la valuta di riferimento per la finanza internazionale sia per le transazioni, sia per le riserve costituite da singoli paesi a sostegno della propria valuta locale. Il dollaro è anche la valuta di riferimento per le operazioni degli organismi internazionali, quali il Fondo Monetario Internazionale (FMI o WMF) e la Banca Mondiale (World Bank). Ne deriva che quando si parla di svalutazione di una valuta locale, salvo sia precisato diversamente, si intende rispetto al dollaro. Solo l’euro e la sterlina, della quale è in discussione l’adesione o meno all’euro, possono avere un rilievo confrontabile (solo lontanamente) con quello del dollaro.

DOMANDA

Disponibilità ad acquistare una certa quantità ad un certo prezzo: il consumatore sul mercato (domanda) cerca un bene attraverso un accordo con il produttore (o venditore) che esprime un’offerta (disponibilità a vendere una certa quantità ad un certo prezzo). Si chiama curva della domanda il legame tra quantità domandata e il prezzo che il consumatore è disponibile a pagare.8

Il prezzo a cui si incontrano domanda e offerta si chiama prezzo di equilibrio.

Si definisce domanda aggregata  o domanda collettiva o domanda complessiva o domanda totale la somma delle domande individuali.

V. LEGGE DELLA DOMANDA E DELL’OFFERTA

DOMANDA DI MONETA

Si usa evidenziare tre ordini di motivi per i quali i soggetti economici decidono di detenere moneta:

-

motivo delle transazioni: far fronte alle prevedibili spese in un dato intervallo di tempo; in genere questa componente della domanda  di moneta cresce con il reddito;

-

motivo della precauzione: far fronte a spese imprevedibili; anche questa componente cresce con il reddito;

-

motivo della speculazione: disporre delle risorse che consentono operazioni di acquisto per successiva rivendita a prezzo maggiorato, per esempio di titoli obbligazionari; tanto più elevato è il tasso d’interesse tanto minore è la moneta detenuta per futura speculazione (quando il tasso d’interesse è alto non è il momento di speculare).

La domanda di moneta di ciascun soggetto sarà la somma dei tre addendi, mentre la domanda totale di moneta sarà pari alla somma delle domande espresse dai singoli soggetti economici.

La domanda di moneta è funzione dunque del tasso d’interesse e del livello di reddito con un andamento del tipo illustrato in figura dove I1< I2 < I3 .

8 Il legame tra quantità offerta e il prezzo che il produttore richiede per vendere quella quantità si chiama curva della offerta.

18/11/2002

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