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BOZZA INCOMPLETA - page 24 / 82

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24 / 82

Si considerino tre grandezze principali:

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consumi

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investimenti

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occupazione

e quattro mercati aggregati:

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merci (domanda e offerta di tutte le merci prodotte) caratterizzato da un prezzo che è il livello generale dei prezzi;

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moneta caratterizzato da un prezzo che è il tasso d’interesse della moneta

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titoli di credito

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lavoro caratterizzato da un prezzo che è il saggio di salario nel mercato del lavoro.

La legge di Walras (legge di Walras sui mercati) assicura che se ci sono quattro mercati e tre sono in equilibrio anche il quarto è in equilibrio. Assicura anche che se c’è disequilibrio allora almeno due mercati debbono essere in disequilibrio. Ad esempio, se c’è un eccesso di offerta in un mercato (potrebbe essere il caso di disoccupazione involontaria) allora ci deve essere altrove un eccesso “compensativo” di domanda (potrebbe essere un eccesso di domanda di merci). Questo risultato appare in conflitto con la conclusione dei Keynes che un eccesso di offerta di lavoro può essere un fattore stabilizzante e quindi una situazione persistente in un economia di libero mercato.  

Ogni soggetto economico si ripromette di disporre in un modo o nell’altro di tutto il reddito che intende ricevere dalla vendita di merci attività lavorativa risorse finanziare o quant’altro. Di conseguenza per ogni soggetto economico il volume totale dell’offerta pianificata deve essere uguale al volume totale della domanda pianificata. Se consideriamo il legame tra domanda aggregata di tutte le merci domandate da tutti i soggetti e il valore aggregato di tutte le merci fornite, questi debbono essere uguali. Ne consegue che se dovesse esserci un eccesso di domanda rispetto all’offerta per una merce, ci deve essere un corrispondente eccesso di offerta rispetto alla domanda (domanda in eccesso negativa) per almeno un'altra merce. Altrimenti non potrebbe essere più vero che sono uguali la domanda aggregata totale e l’offerta aggregata totale.

In altre parole, la somma della domanda in eccesso su tutti i mercati (inclusi gli addendi negativi) deve essere uguale a zero e questo vale indipendentemente dall’equilibrio di tutti i mercati.

18/11/2002

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