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rifiuta il lavoro offertogli, perché non gli interessa la retribuzione che il mercato gli offre; si parla di disoccupazione involontaria quando il lavoratore non riesce trovare lavoro ai livelli di retribuzione correnti sul mercato. La disoccupazione, intesa come quantità di lavoratori in questa situazione, è pari all’offerta di lavoro  meno il valore dell’occupazione.

Si definisce tasso di disoccupazione il rapporto tra il numero dei disoccupati e il totale della popolazione attiva.

Con il termine inoccupazione s’intende la situazione sia di coloro che sono disoccupati sia di coloro che non hanno mai trovato un’occupazione (denominati tecnicamente “in cerca di prima occupazione”). Nel linguaggio comune si usa il termine disoccupazione per indicare quanto si dovrebbe più propriamente chiamare inoccupazione.

La curva di Philips mostra che il ritmo di crescita dei salari è basso se la disoccupazione è elevata.

DISPATCHING

Termine utilizzato in sede di organizzazione della produzione ad indicare l’azione di emissione degli ordini di lavorazioni e di lancio degli ordini di lavorazione (secondo la tempistica prevista dallo scheduling, la successione indicata dal sequencing e la distribuzione sulle risorse pianificate prevista dal routing ) delle quantità di produzione previste dai piani. Il termine si riferisce alle stessa fattispecie, ma con riferimento a quando si svolgono le lavorazioni.

DISPONIBILITA’

Un impianto, e più in generale un sistema complesso non è sempre utilizzabile con continuità per la produzione (in questo senso disponibile). Tra le cause di indisponibilità le manutenzioni ordinarie o straordinarie e i guasti. Data una disponibilità ottimale progettata (o teorica se tutto va bene, che non sarà comunque 365 giorni all’anno perché alcuni interventi saranno pure indispensabili) si definisce come fattore di disponibilità il rapporto tra la disponibilità effettiva e quella teorica (misurate in giorni o in ore).

Il concetto può essere arricchito tendo conto della circostanza che l’impianto può essere disponibile, ma non alle piene prestazioni nominali. A questo scopo si introduce il fattore di capacità definito come il rapporto tra il risultato ottenuto (livello di prestazione effettivo per tempo effettivo) e risultato atteso (o ottimale cioè piena prestazione prevista per l’intero tempo previsto).

Tipico il caso delle centrali elettriche, dove il fattore di capacità si ottiene rapportando l’energia effettivamente generata (potenza per tempo) all’energia nominale attesa (valore di targa per durata prevista del funzionamento). E’ facile comprendere, nel caso delle centrali, il significato del parametro EFPD (Equivalent Full Power Days) calcolato rapportando l’energia generata al livello di potenza di targa: si ottiene in tal modo il tempo (eventualmente espresso in giorni) che sarebbe stato necessario per generare quell’energia se l’impianto avesse funzionato sempre “a tavoletta” alla potenza nominale.

DISTRETTI INDUSTRIALI

Area territoriale caratterizzata dalla presenza di imprese tra loro collegate, spesso appartenenti allo stesso comparto quali il tessile  a Prato, la concia in Valdarno, la ceramica a Sassuolo, la maglieria a Carpi e l’elenco sarebbe molto lungo. Questo modo di produrre è tipico italiano e, per alcuni versi, corregge positivamente gli aspetti penalizzanti della nostra struttura produttiva che vede una prevalenza di piccole e medie imprese (PMI).

18/11/2002

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