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Le foreste

La Puglia, pur avendo un coefficiente di boscosità molto basso (6%) e ben al di sotto tanto della media del Mezzogiorno che italiana, vede presenti sul suo territorio una grande varietà di ecosistemi forestali. Se si fa eccezione per le fustaie alpine, in regione sono presenti quasi tutte le varie tipologie forestali tipiche del territorio nazionale con la particolarità di annoverare la presenza di tutte le specie quercine esistenti nel paese. Le superfici forestali regionali, pur limitate, hanno un importante ruolo nella prevenzione dei fenomeni erosivi, nella regimazione delle acque, nella valorizzazione del paesaggio, nel fornire spazi per scopi turistico-ricreativi.

I boschi pugliesi, per il 42,8% di proprietà pubblica e per il 57,2% di proprietà privata (quest’ultima, però, frazionata e di dimensioni modeste), hanno quale forme di governo prevalenti la fustaia (41%) e il ceduo (39%) e sono costituti prevalentemente da latifoglie (79.200 ettari) e da conifere (39.600 ettari). La macchia mediterranea e le altre superfici forestali interessano il restante 20% della superficie forestale regionale.

I soprassuoli forestali sono concentrati principalmente in provincia di Foggia, ove è presente circa il 50% del patrimonio forestale regionale, seguita, dalle province di Taranto e Bari. Lecce e Brindisi sono le province italiane in assoluto più povere di verde,  con un coefficiente di boscosità dell'1,4 e dell’1,5%.

Le aree rurali

In Puglia, ferma restando la impossibilità di una rigida classificazione, vi sono numerosi “sistemi rurali”, differenti tra loro. L’elemento comune è costituito dalla copresenza su tutti questi territori di una molteplice serie di risorse (naturalistiche, paesaggistiche, architettoniche, culturali, sociali e produttive) che, sia pure con differenti livelli di equilibrio e integrazione tra loro, concorrono a qualificarli.

Con larga approssimazione, pertanto, si possono individuare alcune macrotipologie di aree rurali da non considerarsi esaustive della molteplicità di situazioni presenti in Puglia.

In primo luogo vi sono i territori più difficili della regione (Gargano e Sub Appennino Dauno) nei quali le caratteristiche orografiche limitano le produzioni agricole e la infrastutturazione. Si tratta, però, di aree nelle quali l’abbondanza di risorse naturalistiche e la forte attrattività turistica costituiscono elementi di forza da valorizzare. Al contempo esse soffrono delle difficoltà di sviluppo legate alla mancanza di servizi essenziali e alla limitata diversificazione e integrazione delle attività produttive, che, nell’insieme, causano fenomeni di spopolamento e scarsa stabilità occupazionale.

Altra area di rilievo è costituita dalla Murgia barese e tarantina, nella quale è particolarmente diffusa l’attività zootecnica e, conseguentemente, l’insediamento sparso sul territorio.

Ulteriore aggregato è costituito dai territori nei quali si realizza una intensa attività agricola. Si tratta di svariate aree (tavoliere, litorale barese e brindisino, parte dell’arco jonico salentino) con accentuati fenomeni di specializzazione produttiva e con diversificate tipologie di rapporti con i mercati.

Ultima grande tipologia è costituita da tutte le altre aree della regione che, di fatto, presentano caratteristiche intermedie rispetto a quelle precedentemente evidenziate e, a loro volta, una marcata differenziazione interna. In tali ambiti è opportuna una necessaria modulazione degli interventi strettamente collegata alle caratteristiche delle specifiche aree.

1.1.4 La Pesca e l’Acquacoltura

La Pesca

Il settore della pesca regionale, inteso soltanto come attività di cattura in mare, rappresenta il 13% del numero di unità nazionali ed il 16% della capacità nazionale.

Esistono, inoltre, alcune realtà produttive locali che possono essere considerate come “aree dipendenti dalla pesca”. Ne sono un esempio Manfredonia, Molfetta, Mola di Bari, Monopoli,

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