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Paesi, piuttosto che allo sviluppo del consumo interno, è stata indirizzata verso le esportazioni, prevalentemente di spigole e orate, in Italia, uno dei più importanti mercati europei per queste specie. Ciò ha determinato penalizzazioni per le aziende italiane, che hanno dovuto e devono confrontarsi con concorrenti molto competitivi sul piano dei costi di produzione.

Per quanto riguarda il futuro non si intravedono mutamenti di tendenza, è anzi prevedibile una sempre più agguerrita presenza sul mercato nazionale di produzioni mediterranee, che potranno essere efficacemente contrastate solo attraverso una politica di valorizzazione delle produzioni nazionali e di tutela dei consumatori basata sulla:

a)

adozione di adeguati criteri di ispezione e vigilanza sanitaria;

b)

incentivazione delle produzioni di alta qualità, con riferimento al processo oltre che al prodotto.

La trasformazione e la commercializzazione

Si è già evidenziato che il settore nel complesso da un lato presenta una buona capacità produttiva e dall'altro è fortemente penalizzato sul versante della commercializzazione del prodotto, a causa dei bassi prezzi di vendita.

Fra le principali cause dell'inadeguatezza dei rendimenti economici è da segnalare l'eccessiva frammentazione dell'offerta e la bassa attività di trasformazione rispetto alla produzione di base, oltre una ridotta capacità di essere presente in maniera più diretta sui mercati al consumo nazionali e una minore capacità di investire ed innovare con riferimento agli standards del Centro Nord.

Nella regione, mentre si registrano deboli segnali di miglioramento nelle operazioni di commercializzazione di prodotti freschi, refrigerati e congelati, sono quasi del tutto inesistenti, soprattutto se correlate alla produzione, le iniziative riguardanti le altre operazioni del ciclo "trasformazione e commercializzazione" (prodotti in conserva o in semi-conserva, surgelati, affumicati, salati, essiccati).

La vendita  dei prodotti ittici regionali è sostanzialmente ancorata alla distribuzione tradizionale, mentre le possibilità di acquisto da parte dei consumatori del pesce fresco, congelato e trasformato si allargano in ragione dell'evoluzione dei canali distributivi, permettendo una maggiore diffusione dei consumi. Tanto trova conferma in una sempre maggiore penetrazione di prodotti lavorati provenienti dall'estero e immessi nel mercato a prezzi concorrenziali.

1.1.5 Situazione ambientale

In questo paragrafo si sintetizza la descrizione della situazione ambientale di riferimento nella regione Puglia, riportata più compiutamente nell'Allegato 1 "Valutazione ambientale strategica del POR Puglia".

Dal punto di vista ambientale la Puglia presenta da un lato ricche potenzialità legate alle innumerevoli ricchezze paesistico-naturali che potrebbero alimentare significativi flussi turistici, e dall’altro ampie aree, territoriali o settoriali, di degrado (tra le quali le tre aree a rischio ambientale di interesse nazionale di Taranto, Brindisi e Manfredonia; il ciclo delle acque; il ciclo dei rifiuti) sulle quali occorre intervenire in modo organico ed integrato con i sistemi urbani e produttivi di riferimento.  

In relazione ai sistemi urbani, che contribuiscono in misura crescente anche in Puglia ad aggravare la condizione ambientale, la situazione appare più critica di quanto si pensi: l’indice sintetico di Legambiente sull’ecosistema urbano pone in particolare le province di Taranto e Lecce agli ultimi posti della graduatoria nazionale, rispettivamente alla 98esima e 84esima posizione sulle 99 aree censite. Bari risulta attestata sui valori medi nazionali, mentre solo Foggia e Brindisi evidenziano situazioni meno negative.

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