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surplus della provincia di Bari, che ha però evidenziato fra il 1997 ed il 1998 una sensibile flessione. Per quanto attiene le altre province, l’unica ad evidenziare ancora un disavanzo, sia pur in leggero recupero, è Brindisi, mentre Taranto, per la prima volta in tutti gli anni Novanta, chiude il 1998 con i conti in surplus, a ulteriore dimostrazione  della ritrovata vitalità del sistema produttivo tarantino.

Un contributo importante alla crescita del PIL, tramite l’allargamento della base produttiva, nonché all’assorbimento di disoccupazione, è costituito dalla nascita di nuove imprese. Il tasso di nati mortalità delle imprese non agricole iscritte ai registri delle CCIAA, a fine 1999, evidenzia un risultato superiore sia alla media meridionale che nazionale (2,69%, contro rispettivamente il 2,56% ed il 2,07%), per un saldo di nuove imprese pari a 6.571. Sul medio periodo, tale tendenza all’ispessimento del tessuto produttivo trova ulteriore conferma: il tasso di crescita delle imprese regionali fra il 1997 ed il 1999 è infatti superiore sia alla media nazionale che a quella ripartizionale. In particolare, l’andamento decrescente dei tassi di mortalità extragricoli (passati dal 6,9% del 1997 al 5,1% del 1999) segnala un irrobustimento competitivo delle imprese regionali, dovuto anche ad un miglioramento nella capacità di “fare impresa” da parte dei tanti neo imprenditori che si avventurano sul mercato.

Dal punto di vista territoriale, le province registrano andamenti differenziati; quelle che hanno messo in luce le migliori dinamiche di nati - mortalità sono Taranto  e Bari.

Tuttavia, nel medio periodo, tale trend di crescita e consolidamento può essere compromesso dalla fragilità delle imprese pugliesi, evidenziata da un sottodimensionamento (oltre il 92 % delle imprese regionali ha meno di 10 addetti) e dalla sottocapitalizzazione (solo il 19,1% delle imprese attive nella regione ha forma giuridica societaria) che – rendendo più difficile l’accesso al credito, riducendo le capacità di autofinanziamento, accorciando l’orizzonte del rischio per programmi di investimento – mina alla base le potenzialità di innovazione e di sviluppo delle produzioni regionali.

Un rilevante fattore di debolezza strutturale dell’economia pugliese che contribuisce a frenare lo sviluppo del PIL e dell’occupazione, è costituito dalla relativa sottodotazione di infrastrutture economiche di base.

A livello territoriale è possibile individuare i seguenti sistemi locali, caratterizzati dalle diverse dinamiche di sviluppo settoriale emerse nell’attuale decennio:

1.

Sistemi della Puglia centrale, legati essenzialmente alle aree produttive presenti nella provincia di Bari.

In particolare risultano presenti:

Il sistema murgiano-barese dell’imbottito, con particolare riferimento all’area della Murgia (Santeramo, Altamura), estesa a Bitonto, Modugno, Gravina e Matera (Basilicata), che manifesta nel contempo una presenza tradizionale sui mercati europei e statunitensi (circa 1300 miliardi di lire nel 1998), attualmente caratterizzato dalla necessità di potenziare l’industria del divano imbottito tramite il consolidamento della filiera produttiva e la rete delle subforniture indotte dalle aziende dell’area, nonché gli interventi di infrastrutturazione dei territori. Tale sistema appare costituito dalla presenza di alcune aziende leader e da numerose piccole imprese attive in proprio nella realizzazione di lavorazioni a ciclo completo, o di alcune fasi di lavorazione del divano (assemblaggio fusti, cucitura rivestimenti, taglio pelli,ecc.) in regime di subfornitura .

Il sistema meccanico di Bari, concentrato nell’area di Bari città con estensioni a  Gioia del Colle ed a Bisceglie, connotato dalla necessità di potenziare gli interventi di integrazione delle filiere produttive anche nella componentistica meccanica e automobilistica specializzata; di incrementare le produzioni ad alto valore aggiunto e contenuto tecnologico; di accrescere la promozione e  commercializzazione presso i mercati esteri. Tale sistema è costituito dalla  presenza nell’area di insediamenti di grandi aziende di precedente o recente localizzazione,

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