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La persona:

Persona umana e personalità

Ogni persona fisica è soggetto di diritto, ossia centro di imputazione di rapporti giuridici.

Questo principio è immanente nell'intero sistema giuridico e trova riscontro in numerose norme di diritto positivo, tra le quali in primo luogo gli artt. 1 e 2 Cost. La natura democratica della Repubblica e il riconoscimento dei diritti inviolabili della persona umana implicano che qualsiasi esclusione o limitazione della soggettività giuridica si colloca al di fuori dei principi fondamentali del nostro ordinamento ed è in sé antigiuridica.

Come il soggetto di diritto tende a coincidere con la persona umana, così il concetto di soggettività giuridica tende a coincidere con quello di personalità.

Anche le formazioni sociali possono essere soggetti di diritto. In questo caso la soggettività giuridica, detta personalità giuridica, è attribuita dalla legge, a differenza delle persone fisiche per le quali la soggettività giuridica è innata e l'ordinamento si limita a riconoscerla.

Nella Costituzione degli Stati moderni un nesso indissolubile intercorre tra la soggettività giuridica e il principio di uguaglianza, nel senso che l'uguaglianza presuppone l'universalità del soggetto di diritto.

Storicamente ogni discriminazione sociale, politica, religiosa, razziale, quando assume i tratti della giuridicità formale si risolve inevitabilmente nella esclusione del carattere universale della soggettività giuridica e nel disconoscimento del principio di uguaglianza.

Tale legame è reso esplicito ed effettivo dall'art. 3 Cost. che nel secondo comma assegna alla Repubblica in generale, cioè all'insieme delle istituzioni pubbliche e private che la compongono, il compito di rimuovere gli ostacoli economici e sociali che «limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della persona umana».

Nei sistemi giuridici contemporanei persona umana, soggetto di diritto, libertà e uguaglianza costituiscono articolazioni di un unico principio fondante di ogni ordinamento democratico e riassunto dall'art. 1 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (già denominata Carta di Nizza) nell'inviolabilità della dignità umana.

Rapporto giuridico e relazione di fatto

Il rapporto giuridico è la relazione tra soggetti rilevante al livello del diritto, ossia dell'ordinamento giuridico.

Le norme che compongono l'ordinamento giuridico prevedono e regolano generalmente una relazione. La relazione o la situazione di fatto viene detta tecnicamente fattispecie concreta, la prefigurazione tipica che ne fa la norma giuridica fattispecie astratta. Il rapporto si definisce giuridico quando corrisponde ad una fattispecie astratta.

Può accadere che una determinata relazione o situazione soggettiva, cioè una fattispecie concreta, acquisti il contrassegno della giuridicità e sia qualificabile come rapporto giuridico fin dalla sua costituzione oppure che ciò sia eventuale e successivo, conseguente al verificarsi di particolari circostanze. Una convivenza fuori del matrimonio è indifferente per il diritto; diviene giuridicamente rilevante se nasce un figlio. Il passaggio in auto ad un'amica è un semplice atto di cortesia; diviene giuridicamente rilevante se l'amica subisce un danno durante il trasporto.

Gli stessi diritti assoluti danno luogo ad un rapporto giuridico nel momento in cui il loro esercizio viene contrastato o molestato, mentre i diritti relativi presuppongono fin dall'origine la costituzione di un rapporto giuridico.

Nel rapporto giuridico al diritto soggettivo e alle altre situazioni soggettive attive fanno riscontro le situazioni soggettive passive, che consistono abitualmente in doveri di comportamento.

Al diritto assoluto corrisponde l'obbligo di astensione dalle turbative in atto; al diritto relativo l'obbligo di adempiere la prestazione promessa, detto tecnicamente obbligazione.

Nei rapporti giuridici in cui si esercitano il diritto potestativo e la potestà, la situazione soggettiva passiva viene denominata soggezione in quanto il comportamento dovuto si risolve nel soggiacere al potere altrui.

Una considerazione a parte richiede l'onere. Tale situazione soggettiva si configura quando in un rapporto giuridico il soggetto è tenuto ad un determinato comportamento in vista della realizzazione di un interesse

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