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Successione a causa di morte

fenomeno che indica il subentrare di un soggetto nella totalità dei rapporti giuridici o in determinati rapporti giuridici facenti capo ad un altro soggetto ed in occasione della morte di quest'ultimo.

Morte

Concetto

Con la morte il soggetto perde la capacità giuridica. La morte produce conseguenze giuridiche rilevanti, poiché i rapporti che facevano capo al defunto si estinguono o sono trasferiti ad altri soggetti. In via generale i rapporti di natura personale vengono meno alla morte del soggetto (il diritto alla salute si estingue, il matrimonio si scioglie); i rapporti di natura patrimoniale si trasmettono per successione a causa di morte (art. 456 c.c.).

Occorre stabilire il momento esatto in cui l'individuo cessa di vivere; questo momento secondo la l. 578/1993 coincide con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo, c.d. morte celebrale.

L'art. 4 c.c. stabilisce che quando alcuni effetti giuridici dipendono dalla sopravvivenza di una persona ad un'altra (successione della moglie al marito o viceversa) e non si sa chi è morta prima, entrambe si considerano morte nello stesso momento. Si parla di presunzione di commorienza.

Atti post mortem

La materia dei trapianti da cadavere viene disciplinata dalla l. 91/1999, che ha abrogato le precedenti disposizioni di carattere generale contenute nella l. 644/1975 e quelle specifiche in materia di trapianti ed innesti di cornee della l. 301/1993.

L'esigenza socialmente avvertita di disporre di un elevato numero di organi per il trapianto a scopo terapeutico comporta l'intervento dello Stato (delle strutture sanitarie) nella gestione complessiva dell'attività, in particolare nell'individuazione dei soggetti idonei al prelievo e dei destinatari dell'impianto. Inoltre, la volontà dei singoli di non consentire il prelievo dei propri organi dopo la morte può in determinate circostanze subire limitazioni o ridimensionamenti in vista dei doveri di solidarietà sociale (art. 2 Cost.) e della tutela della salute (art. 32 Cost.) di quanti sono in attesa di trapianto.

Una volta accertata la morte della persona (identificata con la cessazione irreversibile di tutte le funzioni dell'encefalo: l. 578/1993), il prelievo può essere effettuato se il soggetto abbia in precedenza manifestato il proprio consenso all'espianto. In alternativa il prelievo è ammesso ove sussista il c.d. silenzio assenso informato, cioè la mancata manifestazione di volontà del soggetto invitato ad esprimersi in ordine alla donazione di organi e di tessuti e reso edotto che l'assenza di dichiarazione viene considerata quale assenso al prelievo (art. 4, 4° co., l. 91/1999). Il meccanismo del silenzio assenso informato non opera quando non sia stata notificata la richiesta di esprimere la propria volontà; il soggetto in questo caso viene considerato non donatore (art. 4, 2° co., l. 91/1999).

Per i minori di età la dichiarazione di volontà è formulata dai genitori esercenti la potestà (art. 4, 3° co., l. 91/1999).

È consentito il prelievo di tutti gli organi, ad esclusione delle gonadi e dell'encefalo. Non è ammessa, nemmeno a fini di trapianto, la manipolazione genetica degli embrioni.

La legge qualifica la fattispecie come donazione (di organi e tessuti); il termine non indica la corrispondente figura disciplinata dal codice civile (art. 769 e ss. c.c.), ma esprime più genericamente la destinazione solidaristica dell'atto. Si tratta di un negozio unilaterale, i cui effetti sono destinati a realizzarsi dopo la morte del soggetto, revocabile, a contenuto non patrimoniale, con il quale il soggetto dispone (o non esprime una volontà contraria) in relazione alla possibilità che organi e/o tessuti vengano prelevati dal suo corpo a scopo di trapianto terapeutico a favore di soggetti attualmente indeterminati e indeterminabili.

Nell'ambito delle tecniche di riproduzione assistita assume carattere problematico una diversa categoria di atti di disposizione post mortem, relativa alla possibilità di utilizzare lo sperma di un uomo nel frattempo deceduto per l'inseminazione artificiale della compagna, ovvero di impiantare nell'utero di questa l'embrione creato in vitro prima della morte del soggetto.

La scomparsa

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