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Non sempre è possibile constatare l'avvenuto decesso di un individuo; può verificarsi il caso che non si abbiano più sue notizie senza che sia provata la morte. L'ordinamento interviene per disciplinare gli aspetti patrimoniali di questa situazione che potrebbe evolversi con la verifica dell'esistenza in vita della persona, con l'accertamento della sua morte o con il perdurare dell'assenza.

Se una persona non compare più nel luogo in cui ha il domicilio o la residenza e non se ne hanno più notizie, il Tribunale su istanza di qualunque interessato o del pubblico ministero emana i provvedimenti necessari alla conservazione del suo patrimonio e nomina un curatore, salvo che non vi sia già un rappresentante legale (ad esempio i genitori per i minori di età). Il curatore rappresenta la persona scomparsa in giudizio, nella formazione degli inventari e dei conti, nelle liquidazioni o divisioni che la riguardano (art. 48 c.c.).

L'assenza

Trascorsi due anni dal giorno in cui risale l'ultima notizia del soggetto scomparso, il Tribunale può dichiararne l'assenza su istanza di chiunque vanti o creda di poter vantare dei diritti derivanti dalla morte dello scomparso (i figli cui spetta per legge una quota dell'eredità, un parente lontano che ritiene di ricevere un bene per testamento). La dichiarazione di assenza non comporta lo scioglimento del matrimonio.

La disciplina dell'assenza è improntata al contemperamento degli interessi dell'assente (che potrebbe ritornare) e delle persone alle quali in caso di morte verrebbero trasferiti i beni. In vista della tutela di questi interessi il codice civile prevede l'immissione temporanea nel possesso dei beni di coloro che potrebbero succedere all'assente. Ciò consente il godimento e l'amministrazione del patrimonio senza possibilità di una sua alienazione o modificazione (artt. 50-54 c.c.).

Se la persona ritorna o viene dimostrata la sua esistenza cessano gli effetti della dichiarazione di assenza e il soggetto ha diritto ad ottenere la restituzione dei beni (art. 56 c.c.). Nel caso in cui, durante il possesso temporaneo, è provata la sua morte, si apre la successione (art. 57 c.c.).

Morte presunta

Trascorsi dieci anni dal giorno in cui risale l'ultima notizia dello scomparso, il Tribunale può dichiarare con sentenza la morte presunta. Per effetto della sentenza gli atti di attribuzione temporanea acquistano definitività: coloro che si erano immessi provvisoriamente nel possesso dei beni possono liberamente disporne.

La dichiarazione di morte presunta consente al coniuge di contrarre un nuovo matrimonio (art. 65 c.c.).

Se la persona di cui è stata dichiarata la morte presunta ritorna o ne è accertata l'esistenza in vita, il nuovo matrimonio sarà invalido perché celebrato con un soggetto ancora sposato (art. 68 c.c.). La persona ricomparsa ha diritto alla restituzione dei beni nello stato in cui si trovano o a conseguire il prezzo di quelli alienati, se ancora dovuto (art. 66 c.c.).

La Capacità

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