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All'interno di ogni ordinamento la capacità giuridica rappresenta la misura dell'effettività del principio di uguaglianza: quanto più ampio è lo spettro delle limitazioni alla capacità giuridica, tanto più debole è l'attuazione di tale principio.

Una stretta interrelazione lega capacità giuridica-principio di eguaglianza-soggettività giuridica, determinando il superamento del binomio capacità giuridica-cittadinanza: ogni persona è soggetto di diritto a prescindere dall'essere cittadino italiano.

Si è segnalato più volte in dottrina il tentativo da parte dei singoli Stati di assicurare una sorta di uniformità di trattamento dello straniero nei rapporti di diritto privato attraverso patti e intese internazionali. Lo straniero resta in ogni caso escluso dal godimento dei diritti politici. Ciò desta molte perplessità. Nella gestione della cosa pubblica, nella predisposizione dei servizi volti ad assicurare beni essenziali, devono essere tenuti presenti le esigenze, i bisogni, le sollecitazioni di tutti coloro che agiscono e operano stabilmente in una data comunità. A questi soggetti va riconosciuta la possibilità di partecipare alla vita politica del paese in cui vivono.

Un primo passo in questo senso è avvenuto al livello comunitario, attraverso il riconoscimento al cittadino europeo del diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiede (art. 19 Trattato che istituisce la Comunità Euroepa). Recentemente anche il legislatore italiano ha ammesso la possibilità per lo straniero titolare di carta di soggiorno di «partecipare alla vita pubblica locale, esercitando anche l'elettorato quando previsto dall'ordinamento e in armonia con le previsioni del capitolo C della Convenzione sulla partecipazione degli stranieri alla vita pubblica al livello locale, fatta a Strasburgo il 5 febbraio 1992» (v. artt. 2, comma 3 e 7, 4, lett. d, l. 40/1998).

All'interno di una società che sempre più manifesta un carattere multietnico si impone un'ampia revisione dei criteri che ispirano la protezione della persona e la disciplina dei rapporti privati.

L'art. 21 della Carta di Nizza prevede il divieto di ogni discriminazione fondata sul sesso, la razzo, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione, le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi natura, l'appartenenza a una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali. Un così ampio concetto di capacità o soggettività giuridica è destinato a divenire principio costituzionale dell'Unione europea.

Acquisto e perdita

Il 1° comma dell'art. 1 c.c. stabilisce che la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita. Questa capacità si perde esclusivamente con la morte della persona fisica.

Dottrina: Acquisto e perdita

La possibilità di creare embrioni umani, offerta dalle tecniche di procreazione assistita, ha indotto a sostenere la necessità di attribuire all'embrione la piena capacità giuridica. In questa direzione si muovono il disegno di legge d'iniziativa popolare promosso dal Movimento per la vita, numerosi disegni e proposte di legge delle recenti legislature. Alla medesima conclusione è pervenuto il Comitato Nazionale per la bioetica, presieduto dal prof. D'Agostino, nel documento licenziato il 27 giugno 1996 (Comitato Nazionale per la bioetica, Identità e statuto dell'embrione umano, 27 giugno 1996).

Se venisse recepita al livello legislativo la sollecitazione prospettata da queste forze politiche, numerose norme (art. 1 c.c.; l. 194/1978 sull'interruzione della gravidanza) e numerosi principi (libertà di autodeterminazione del soggetto in relazione alla scelte della propria esistenza, compresa quella procreativa; libertà di coscienza) attualmente vigenti nel nostro ordinamento dovrebbero essere rivisitati e riscritti in chiave di bilanciamento di interessi confliggenti che sono espressione di diritti di pari rango costituzionale (ad esempio: diritto alla procreazione libera e responsabile e alla salute della madre/diritto alla vita e alla salute del concepito).

Il Parlamento italiano non ha emanato finora alcuna legge in materia di procreazione assistita e tutela degli embrioni. Altri Stati - Australia, Austria, Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Svezia, Norvegia - hanno provveduto a regolare il fenomeno, anche allo scopo di individuare i criteri cui i centri sanitari devono improntare la propria attività.

Soltanto lo Stato della Louisiana ha riconosciuto la capacità giuridica all'embrione (v. artt. 121-133 codice civile della Louisiana).

Capacità giuridica e concepito

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