X hits on this document

82 views

0 shares

0 downloads

0 comments

19 / 32

Atti reali, atti dovuti e atti personali

La capacità di agire, a differenza della capacità giuridica, non costituisce una dimensione necessaria di ogni rapporto giuridico. In particolare la capacità di agire non è richiesta in relazione ad alcuni atti e comportamenti umani che si risolvono unicamente a vantaggio dell'interesse del soggetto agente, come gli atti reali leciti, né in relazione agli atti dovuti.

Gli atti reali leciti (o operazioni materiali), sono atti umani volontari, conformi alle norme giuridiche vigenti, che consistono in una diretta modificazione del mondo esterno: acquisto del possesso (art. 1140 c.c.), scoperta del tesoro (art. 932 c.c.), specificazione (art. 940 c.c.), occupazione (art. 923 c.c.), destinazione di un bene a pertinenza (art. 817 c.c.). Il soggetto compie volontariamente l'atto da cui discendono effetti giuridici indipendenti dalla sua volontà: per esempio l'acquisto del diritto di proprietà nel caso della specificazione.

Gli atti dovuti consistono nell'adempimento di una obbligazione (ad esempio il pagamento di un debito: art. 1191 c.c.). Questi atti, presupponendo un obbligo, danno luogo ad una attività meramente esecutiva del soggetto.

Vi sono degli altri atti, la rappresentanza volontaria (art. 1389 c.c.) e l'atto illecito (art. 2046 c.c.) per i quali è richiesta soltanto la capacità naturale, cioè la capacità di intendere e di volere.

Per il compimento degli atti di natura strettamente personale è stabilita una età diversa dai diciotto anni e in taluni casi un'assistenza da parte di un soggetto capace di agire che si trova in una particolare relazione con la persona incapace. Il riconoscimento del figlio naturale, ad esempio, può essere effettuato dalla persona che ha compiuto i sedici anni (art. 250, ult. co., c.c.).

Adempimento

esatta esecuzione della prestazione che forma oggetto dell'obbligazione

Obbligo

comportamento di contenuto specifico funzionalmente collegato alla realizzazione dell'interesse di un determinato soggetto o al raggiungimento di uno scopo stabilito dall'ordinamento giuridico.

Perdita e limitazione

La perdita totale della capacità di agire avviene con l'interdizione; la sua limitazione con l'inabilitazione.

Presupposto comune ad entrambe le ipotesi è il venir meno o l'affievolirsi dell'idoneità del soggetto a provvedere ai propri interessi, che deve essere giudizialmente accertato.

Interdetto

soggetto che si trova in condizione di abituale infermità di mente che lo rende inidoneo a provvedere ai propri interessi. Lo stato di interdizione consegue ad una pronuncia giudiziaria.

Inabilitato

soggetto la cui infermità di mente non è talmente grave da determinarne l'interdizione. Lo stato d'inabilitazione consegue ad una pronuncia giudiziaria.

Document info
Document views82
Page views82
Page last viewedFri Dec 09 02:20:05 UTC 2016
Pages32
Paragraphs468
Words17983

Comments