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Gli Enti

Fondamento

Il nostro ordinamento attribuisce specifica rilevanza oltre che alle persone fisiche agli enti e alle persone giuridiche. Molteplici interessi possono trovare una compiuta realizzazione soltanto attraverso la creazione di organizzazioni collettive costituite da più persone e da beni destinati ad uno scopo. Ciò avviene, ad esempio, con riguardo alla tutela dell'ambiente, alla protezione dei lavoratori, alla partecipazione attiva alla vita politica, allo svolgimento di attività ricreative (sportive, culturali).

La Costituzione tutela le formazioni sociali quale luogo in cui si svolge la personalità di ogni individuo e annovera tra i diritti dei cittadini quello di associarsi liberamente (artt. 2 e 18 Cost.).

Un riconoscimento particolare ricevono le organizzazioni sindacali e i partiti politici.

L'art. 39 Cost. afferma che l'organizzazione sindacale è libera. Ciò significa che i lavoratori e i datori di lavoro possono creare enti esponenziali che rappresentino unitariamente gli interessi della categoria.

In forza dell'art. 49 Cost. tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Inoltre, il fine religioso o di culto non può essere causa di speciali limitazioni legislative in relazione alla costituzione, capacità giuridica e attività di un'associazione (art. 20 Cost.).

Dottrina: Fondamento

Il codice civile del 1865 vedeva nelle persone giuridiche o enti morali, così definiti perché generalmente dediti ad opere caritatevoli ed assistenziali, dotati di cospicui patrimoni immobiliari via via accumulati nel tempo, un ostacolo sia alla libera circolazione della ricchezza e allo svolgimento di attività produttive, sia alla presenza dello Stato in settori quali l'istruzione, l'assistenza sociale e sanitaria, per secoli appannaggio di tali organizzazioni collettive.

Analogamente nel codice del 1942 la diffidenza nei confronti delle organizzazioni non a scopo di profitto, ispirata all'ideologia totalitaria del regime fascista, ostile alle formazioni intermedie tra i cittadini e lo Stato, si è manifestata in una disciplina assai scarna nei confronti degli enti non riconosciuti ed invece caratterizzata da ingerenze e controlli pubblici sull'attività di quelli riconosciuti.

Questo atteggiamento è stato superato dalle norme costituzionali informate ai fondamentali principi di libertà, democrazia e pluralismo.

Contrariamente alle previsioni del legislatore del 1942 il fenomeno dell'associazionismo ha assunto grande rilevanza sociale. Ne sono esempio organizzazioni con dimensioni e connotazioni diverse: i circoli sportivi o ricreativi volti al soddisfacimento di interessi particolari; i partiti politici e i sindacati, espressione di interessi di rilievo generale per la comunità statale; o ancora le organizzazioni di volontariato e gli enti non profit, finalizzati a scopi non di profitto, che svolgono attività socialmente rilevanti anche di carattere economico e produttivo.

Nozione

Per il nostro ordinamento giuridico sono quindi soggetti di diritto, cioè centri autonomi di imputazione di situazioni soggettive, anche gli enti e le persone giuridiche. Si tratta di organizzazioni stabili di individui e di beni che perseguono uno scopo lecito, distinto dagli interessi individuali che vi confluiscono. In seguito alla creazione di un nuovo soggetto di diritto, gli interessi dei singoli perdono autonoma rilevanza dando vita ad un interesse generale comune e prevalente.

Gli enti sono espressione di autonomia privata; la loro fonte è un negozio giuridico: contratto, atto unilaterale tra vivi, testamento.

Il Libro I del codice civile disciplina gli enti che perseguono uno scopo non puramente economico (culturale, sportivo, assistenziale); l'art. 13 c.c. rinvia al Libro V la disciplina delle società, organizzazioni collettive caratterizzate dalla natura economica dell'attività svolta e dallo scopo di lucro.

Lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri enti pubblici sono persone giuridiche di diritto pubblico in considerazione della natura degli interessi perseguiti e dell'attività svolta (art. 11 c.c.).

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