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Diritti della personalità e diritti di libertà

I diritti della personalità possono definirsi diritti di libertà poiché sono intimamente connessi all'esercizio delle libertà con cui spesso finiscono col coincidere sia sul piano terminologico che su quello sostanziale.

La libertà è un concetto ampio che evoca l'autodeterminazione individuale e collettiva. Come tale costituisce un principio fondamentale del nostro ordinamento.

I diritti di libertà sono la derivazione e l'articolazione di questo principio generale. Così la libertà di manifestazione del pensiero riconosciuta dall'art. 21 Cost. si esplicita nel diritto di cronaca giornalistica, nel diritto di critica politica e via dicendo. La libertà di associazione riconosciuta dall'art. 18 Cost. si traduce nel diritto a iscriversi a un partito politico o a un sindacato.

Ciò vuol dire che la formula sintetica diritti di libertà rinvia alla nozione tecnico-giuridica dei diritti della personalità, la quale nozione serve a individuare specificamente e a fornire di tutela appropriata le singole manifestazioni delle libertà dell'individuo.

Non ogni libertà costituzionalmente garantita si risolve comunque in diritti della personalità.

La libertà sindacale, la libertà di iniziativa economica e in generale le libertà economiche si manifestano nel diritto di sciopero, nel diritto di impresa e simili, che sono qualificabili diritti di libertà, ma non diritti della personalità in senso stretto.

Piuttosto tali libertà sono assunte a fondamento dei c.d. diritti sociali. Il relativo concetto è stato elaborato e discusso soprattutto dagli studiosi del diritto costituzionale con riferimento alle situazioni soggettive riferibili ad una determinata categoria sociale o ai portatori di un bisogno collettivo socialmente rilevante.

Sono denominati diritti sociali i diritti dei lavoratori, dei risparmiatori, dei consumatori ed anche il diritto all'abitazione, all'ambiente e simili. Queste categorie e questi bisogni riguardano singoli soggetti di diritto e normalmente configurano specifici diritti soggettivi, ma appaiono particolarmente meritevoli di tutela in quanto espressione diffusa di interessi economicamente e socialmente deboli.

I diritti sociali, rispetto ai diritti di libertà, reclamano non solo una tutela al livello individuale, quanto soprattutto l'approntamento di mezzi e prestazioni istituzionali, cioè capaci di darvi attuazione in via generale (cassa integrazione nel caso di licenziamento di un numero consistente di lavoratori di una determinata impresa, costruzione di case popolari, e così via). Sotto questo profilo i diritti sociali hanno origine e giustificazione nello Stato sociale.

Sul piano sostanziale esistono spesso punti di contatto e di coincidenza tra i diritti sociali e i diritti della personalità. In qualche caso l'ordinamento configura il relativo interesse sia nella forma del diritto soggettivo, sia nella forma del diritto sociale: l'art. 32 Cost., ad esempio, tutela la salute sia come fondamentale diritto dell'individuo sia come interesse della collettività.

Nella Costituzione europea i diritti individuali e i diritti sociali sono destinati ad un riconoscimento comune, cioè al di fuori di ogni distinzione di nome e di disciplina, secondo la previsione della già citata Carta di Nizza.

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