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attitudine di ogni soggetto ad essere titolare di diritti e doveri. Si acquista dal momento della nascita e si perde con la morte.

Integrità fisica

Il concetto di integrità fisica richiama quello di corporeità; integrità fisica significa integrità corporea. Il diritto all'integrità fisica è tutelato dall'ordinamento sia rispetto a fatti e comportamenti lesivi di terzi, sia rispetto alle stesse determinazioni e agli stessi comportamenti del titolare del diritto, eccetto che in alcuni casi determinati (rene, sangue, mutamento del sesso). Ed invero l'art. 5 c.c. vieta gli atti di disposizione del proprio corpo qualora comportino una diminuzione permanente dell'integrità fisica o quando siano contrari alla legge, all'ordine pubblico e al buon costume.

La norma, nel disegno originario, non guardava all'integrità quale espressione di un profilo essenziale della persona, bensì come condizione necessaria affinché l'uomo fosse in grado di adempiere i suoi doveri verso la società (lavoratore, soldato) e verso la famiglia (marito, padre).

Questa norma deve essere armonizzata con i principi e con i diritti fondamentali desumibili dalla Carta Costituzionale. In particolare, oggi l'integrità fisica rappresenta un profilo del più ampio diritto alla salute, inteso come benessere psico-fisico dell'individuo (art. 32 Cost.). In questa direzione è orientato il legislatore costituzionale europeo: l'art. 3 della Carta di Nizza dispone che «ogni individuo ha diritto alla propria integrità fisica e psichica». Nello stesso articolo, al 2° co., sono prescritti: il consenso informato della persona interessata per gli atti di disposizione del corpo; il divieto delle pratiche eugenetiche; il divieto di commercializzazione del corpo umano e delle sue parti; il divieto di clonazione degli esseri umani.

Le leggi italiane che disciplinano l'atto di disposizione del corpo volto alla donazione del rene o del sangue (l. 458/1967 e l. 592/1967) tendono, in un'ottica di solidarietà sociale, a garantire la salute dei membri della collettività. Al contrario, la l. 164/1982 che ammette, previa autorizzazione del Tribunale, il mutamento del sesso quando risulti necessario l'adeguamento dei caratteri sessuali alla percezione che il soggetto ha di sé, mira a tutelare il benessere psico-fisico dell'autore dell'atto di disposizione (transessuale).

Ordine pubblico

insieme dei principi e delle norme fondamentali che presiedono al sistema delle relazioni di diritto privato. Generalmente si intendono tali i precetti e le norme contenuti nella Costituzione.

Buon costume

insieme di regole morali condivise dalla collettività in un dato momento storico.

Salute

L'art. 32 Cost. al 1° comma afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività. Per salute s'intende il benessere psico-fisico della persona.

Per molti anni all'art. 32 Cost. si è attribuito un valore meramente programmatico, ritenendosi necessario l'intervento del legislatore ordinario in funzione di una sua concreta attuazione. In sostanza la norma è stata considerata direttamente operante nei confronti dello Stato e non nei rapporti tra privati.

Soltanto alla fine degli anni Settanta si riconosce il valore precettivo della disposizione: ogni individuo in caso di lesione può tutelare il diritto alla salute agendo contro lo Stato, qualora sia inadempiente all'obbligo di tutelare e di promuovere il benessere collettivo, contro gli altri privati, qualora la violazione del diritto alla salute dipenda da atti da essi compiuti.

La definizione del concetto di salute è da ricondurre all'opera svolta dal legislatore e dai giudici. Il primo ha emanato una serie di leggi volte alla predisposizione di strumenti e strutture in grado di garantire l'effettività di questo diritto. Si segnalano la l. 833/1978 istitutiva del servizio sanitario nazionale, la l. 405/1975 istitutiva dei consultori, la l. 194/1978 sull'interruzione volontaria della gravidanza. I secondi hanno elaborato la nozione di danno biologico, quale lesione risarcibile dell'integrità psico-fisica della persona. La violazione del diritto alla salute comporta di per sé il verificarsi del danno biologico, a prescindere da ogni ulteriore conseguenza lesiva (patrimoniale o morale).

La giurisprudenza, al fine di assicurare comunque la protezione del diritto alla salute nelle relazioni tra privati, ha esteso la tutela prevista in materia di proprietà dalla norma che vieta le immissioni (art. 844 c.c.), anche ai soggetti non proprietari che vivono abitualmente nel luogo oggetto di immissione (inquilino,

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