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conviventi del proprietario, ecc.).

Riservatezza

Definizione

Il nostro ordinamento non dà una definizione di riservatezza. Il contenuto e l'ampiezza di questo diritto sono mutati nel tempo anche in considerazione dello sviluppo tecnologico e della creazione di strumenti in grado di acquisire, catalogare ed elaborare dati personali (le banche dati). Si è così passati da una visione della riservatezza come diritto ad essere lasciati soli, a una sua qualificazione come potere di decidere se e quali informazioni inerenti alla persona comunicare o far circolare.

Questa duplicità di significato del diritto alla riservatezza ha dato luogo alla previsione di due distinte norme nella Carta di Nizza: una riguardante il rispetto della vita privata e familiare (art. 7, Carta di Nizza) e una intitolata alla protezione dei dati personali (art. 8, Carta di Nizza).

La legge sul trattamento dei dati personali

Con la l. 675/1996 l'Italia si è dotata di una normativa organica a tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali al fine di disciplinare l'uso da parte di istituzioni pubbliche e private di questi dati. Si tratta di una legge che prevede regole precise per la raccolta, selezione, modificazione, comunicazione ed elaborazione dei dati attinenti alle persone (trattamento dei dati personali).

Per dato personale s'intende qualunque informazione relativa a persona fisica, persona giuridica, ente od associazione, identificati o identificabili anche indirettamente mediante riferimento a qualsiasi altra informazione, ivi compreso un numero di identificazione personale (art. 1, 2° co., lett. c, l. 675/1996). Questa nozione ampia fa sì che nel novero dei dati personali vengano comprese, non soltanto quelle informazioni strettamente connesse alla vita privata di ciascun individuo, ma anche quelle di carattere economico di per sé non idonee a rivelare aspetti intimi della persona, la cui divulgazione, prima dell'entrata in vigore della legge, si riteneva non potesse comportare violazione della riservatezza.

La legge impone una serie di adempimenti, quali l'individuazione del titolare e del responsabile del trattamento, la necessaria comunicazione al Garante, l'adozione di diverse misure di sicurezza: massima trasparenza nei confronti degli utenti, obblighi di informativa e richiesta del consenso.

Al momento della raccolta dei dati, ogni soggetto interessato deve essere espressamente informato circa le finalità del trattamento; è riconosciuto il diritto di accedere ai propri dati anche per controllarne la loro correttezza e le modalità d'impiego. In ogni caso l'interessato può sempre opporsi al trattamento dei dati personali per fini commerciali o pubblicitari, mentre può opporsi soltanto per legittimi motivi a qualsiasi trattamento ancorché pertinente allo scopo della raccolta.

Se il trattamento riguarda i c.d. dati sensibili, ossia quelle informazioni relative alle origini razziali o etniche, alle concezioni religiose, filosofiche o politiche, alla vita sessuale e allo stato di salute è richiesto un espresso consenso dell'interessato e l'autorizzazione del Garante.

L'attività di gestione dei dati è considerata attività pericolosa ai sensi dell'art. 2050 c.c.. Ciò significa che chi effettua il trattamento dei dati personali è tenuto al risarcimento dei danni salvo che non provi di avere adottato tutte le misure idonee ad impedire l'evento lesivo (art. 18, l. 675/1996). Inoltre l'art. 29 della l. 675/1996, all'ultimo comma prevede la risarcibilità del danno non patrimoniale nel caso in cui non vengano rispettate le modalità di raccolta imposte dalla legge.

Identità

L'identità personale esprime il modo di essere di ogni persona ed è data dall'insieme dei suoi convincimenti e orientamenti ideologici, morali, religiosi, politici, culturali, sessuali. L'identità esprime quindi la specificità di ogni individuo. Per questa ragione è stata definita il diritto ad essere se stessi.

La circostanza che alcuni profili (nome, immagine, onore, reputazione) trovino una tutela specifica in apposite norme ha indotto una parte della dottrina a ritenere superflua l'elaborazione di un autonomo e distinto diritto all'identità personale. Se è vero che l'essenza stessa dei diritti fondamentali della persona non consente di distinguere e separare in modo rigido i diversi profili della personalità, è pur vero che è possibile e utile sul piano tecnico delineare un contenuto peculiare in relazione alle principali manifestazioni della personalità.

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