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I LEGITTIMARI

Sebbene il defunto con il testamento possa disporre come vuole dei suoi beni la Legge prevede che determinate persone (legate da particolari vincoli di parentela) abbiano comunque diritto ad una quota del patrimonio ereditario indipendentemente dalle disposizioni del testatore.

Queste persone sono:

CONIUGE (cui spetta ½ dell’eredità se concorre da solo; 1/3 dell’eredità se concorre con un figlio; ¼ se concorre con più figli; ½ dell’eredità se concorre con gli ascendenti nel caso non vi siano figli)

FIGLI LEGITTIMI e ADOTTIVI (un solo figlio: 1/2 dell’eredità se concorre da solo; 1/3 dell’eredità se concorre con il coniuge; più figli: 2/3 dell’eredità da dividere in parti uguali se concorrono da soli; ½ dell’eredità da dividere in parti uguali se concorrono con il coniuge)

FIGLI NATURALI e i loro discendenti (come sopra)

ASCENDENTI (padre e madre) ma solo se mancano i figli (1/3 dell’eredità se concorrono da soli; ¼ dell’eredità se concorrono con il coniuge)

Se il testatore con il testamento o  con donazioni fatte in vita abbia leso la quota di legittima spettante a costoro è possibile la c.d. “azione di riduzione” (da farsi entro 10 anni dall’apertura della successione) con la quale chi ha ricevuto il di più deve “ricostituire l’asse ereditario” e quindi o restituire il bene perché venga conteggiato nell’eredità oppure versare l’equivalente in denaro.

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