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APERTURA DELLA SUCCESSIONE

Il procedimento di successione si “apre” (comincia) al momento della morte e nel luogo dove il defunto aveva l’ultima residenza (es. Tizio è residente a Milano e muore a Torino e possiede un immobile a Genova; il luogo di apertura della successione sarà Milano e lì andrà presentata la denuncia di successione e quello sarà l’Ufficio competente per eventuali accertamenti di maggior valore).

Con l’apertura della successione non si verifica l’immediato passaggio dei beni ereditari dal defunto agli eredi ma l’eredità deve essere “accettata” o con dichiarazione espressa (resa in atto pubblico o scrittura privata autenticata) o con un comportamento che implichi la volontà di accettare (es. rivendicare un bene dell’eredità da chi ne abbia il possesso, utilizzare un bene ereditato).

L’accettazione deve effettuarsi entro 10 anni dall’apertura della successione è può essere pura e semplice o con beneficio di inventario (in quest’ultimo caso il patrimonio del defunto e quello dell’erede rimangono distinti e l’erede risponde dei debiti ereditari solo con i beni caduti in successione (ciò a differenza di quello che accade in caso di accettazione pura e semplice nella quale invece si verifica una confusione fra il patrimonio del defunto e quello dell’erede).

Non è ammessa un’accettazione parziale.   

Cosi come è prevista l’accettazione è possibile la rinuncia all’eredità (con dichiarazione resa davanti ad un notaio o al cancelliere del Tribunale); anche la rinuncia non può essere parziale.

Attenzione: se si accetta l’eredità NON si può più rinunciare;

Se si rinuncia si può ancora accettare a condizione che:

1) non siano oassati 10 anni dall’apertura della successione;

2) non abbia accettato qualche altro erede.

Sia in caso di successione legittima che testamentaria se qualche erede rinuncia intervengono alternativamente:

1) La sostituzione del testatore (che ha già indicato il sostituto dell’erede rinunciante);

2) La rappresentazione (al posto dell’erede che rinuncia subentra il suo discendente);

3) L’accrescimento (la quota o il bene del rinunciante va a favore degli altri eredi che non hanno rinunciato).  

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